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Honor presenta MagicOS 11: design “liquid glass”, AI Yoyo più potente e integrazione tra ecosistemi

Honor ha presentato MagicOS 11, la nuova interfaccia basata su Android 17, nel corso della propria Global Developer Conference. La nuova versione introduce un profondo aggiornamento grafico, un assistente AI Yoyo più evoluto e diverse novità sul fronte della gestione dello storage e dell’interoperabilità con altri ecosistemi.

MagicOS 11 debutterà ufficialmente sulla futura serie Honor Magic9, ma il programma beta è già stato esteso a numerosi dispositivi del brand.

Un nuovo design “liquid glass”

Uno degli elementi più visibili di MagicOS 11 è il nuovo linguaggio grafico, caratterizzato da superfici traslucide, effetti di profondità e animazioni fluide che richiamano da vicino il cosiddetto approccio “liquid glass” reso popolare da Apple.

Honor ha sviluppato questa interfaccia sfruttando due architetture proprietarie chiamate Luminous e Hummingbird, progettate per ottimizzare rispettivamente dinamiche dell’interfaccia, elaborazione AI e gestione delle risorse hardware.

Nonostante il maggior numero di effetti grafici, Honor sostiene che le animazioni di sistema siano fino al 20% più veloci rispetto a MagicOS 10. Cambiano anche icone, widget, menu e diversi elementi della home screen, con maggiori possibilità di personalizzazione per colori e tonalità delle icone e del dock.

Yoyo AI diventa molto più ambizioso

La seconda grande novità riguarda Yoyo, l’assistente AI proprietario di Honor. Secondo l’azienda, il sistema è stato configurato per gestire oltre 1.000 scenari di utilizzo e può integrarsi con più di 10.000 servizi AI di terze parti, almeno sul mercato cinese. La parte più interessante riguarda però l’automazione delle attività. Honor sostiene che Yoyo possa completare task complessi composti da fino a 100 passaggi consecutivi, andando quindi oltre il semplice modello di assistente che risponde a una domanda o esegue una singola azione.

Il concetto è quello di una AI capace di svolgere processi più lunghi e articolati, coordinando applicazioni e servizi diversi in maniera quasi autonoma.

Storage Space 2.0 libera fino a 60GB

MagicOS 11 introduce anche Storage Space 2.0, sistema che promette di comprimere i dati senza perdita di qualità per recuperare spazio interno. Honor parla di un guadagno fino a 60GB, anche se il risultato effettivo dipenderà naturalmente dalla tipologia e dalla quantità di dati presenti sul dispositivo. L’obiettivo è ridurre il peso di foto, file e altri contenuti senza richiedere all’utente una gestione manuale particolarmente complessa.

Più interoperabilità con Apple, Oppo, vivo e Xiaomi

Un altro aspetto interessante di MagicOS 11 riguarda la condivisione dei file. Honor promette una comunicazione più semplice non soltanto tra i propri dispositivi, ma anche con prodotti appartenenti agli ecosistemi Apple, Oppo, vivo e Xiaomi. È un segnale importante perché uno dei principali limiti storici dell’ecosistema Android resta proprio la frammentazione tra produttori diversi. Se l’integrazione funzionerà in maniera realmente trasparente, potrebbe diventare una delle novità più pratiche della nuova versione.

Debutto sulla serie Magic9

MagicOS 11 farà il proprio debutto commerciale sulla nuova serie Honor Magic9, attesa nelle prossime settimane. La beta pubblica è già disponibile per oltre 18 dispositivi, tra cui modelli delle famiglie Magic8, Magic V6 e Honor 600.

Honor ha inoltre aperto le registrazioni per una seconda fase di test interno che coinvolge dispositivi delle serie Magic6, Magic V3, Honor 400 e Honor 500. Altri modelli entreranno nel programma tra ottobre e novembre.

Un’ecosistema costruito sull’AI

Con MagicOS 11 Honor prova a spostare l’attenzione dalla semplice personalizzazione grafica a un sistema operativo sempre più costruito intorno all’AI.

Il nuovo design è il cambiamento più evidente, ma le novità più significative sono probabilmente altre: Yoyo capace di eseguire task complessi, compressione intelligente dello storage e maggiore interoperabilità con dispositivi di altri marchi.

È soprattutto quest’ultimo punto a essere interessante. L’ecosistema Android sta lentamente cercando di superare i confini imposti dai singoli produttori, mentre l’AI diventa il nuovo livello capace di coordinare applicazioni, file e servizi.

MagicOS 11 mostra quindi una direzione precisa: meno funzioni isolate e più tentativo di costruire un sistema che anticipi e automatizzi le azioni dell’utente.

Resta da capire quanto delle integrazioni e delle capacità AI mostrate in Cina arriverà anche sui mercati internazionali, ma Honor ha già chiarito quale sarà uno dei principali terreni di competizione della prossima generazione di smartphone.

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