Aptoide app store

Il monopolio di Google: Play Store e l’accusa di Aptoide

Lo store portoghese alternativo Aptoide ha lanciato un sito web e una campagna mediatica “Play Fair” accusando Google di monopolizzare la scelta dei consumatori “impedendo agli utenti di scegliere liberamente il proprio app store preferito”.

Aptoide ha presentato il suo primo reclamo antitrust dell’UE contro Google nel 2014, unendosi ad un gruppo di altri store alternativi. Mentre la scorsa estate la Commissione Europea è intervenuta multando la compagnia per 5 milioni di dollari ma i rivali continuano a lamentarsi del fatto che Google continui a giocare sporco.

L’app store alternativo coinvolto afferma che Google ha danneggiato la capacità di competere contrassegnando in modo ingiustificato la propria app come non sicura.

“Dall’estate 2018, Google Play Protect contrassegna Aptoide come app dannosa, nascondendola nei dispositivi Android degli utenti e chiedendo loro di disinstallarla. Ciò si traduce in una potenziale diminuzione degli utenti unici di Aptoide del 20%. Google Play Protect è la protezione antimalware integrata ma crediamo che il modo in cui funzioni danneggi i diritti degli utenti”

Aptoide afferma che Google ha condotto vari comportamenti che rendono più difficile guadagnare o mantenere gli utenti, minando così la sua capacità di competere.

“Nel 2018, avevamo 222 milioni di utenti attivi ogni anno. Il mese scorso, 56 milioni. Fortunatamente siamo stati in grado di compensare il tutto con nuovi utenti e nuove partnership ma è una barriera ad una crescita più rapida”, aggiunge.

“Il sito googleplayfair.com spera di dare visibilità a questa situazione e aiutare altre start-up che potrebbero trovarsi nelle stesse circostanze.”

Tra i comportamenti anticoncorrenziali ci sono quelli impegnarsi a segnalare e sospendere la propria app dai telefoni degli utenti – senza il loro permesso e “senza un valido motivo”. Decine di istituti di sicurezza ne provano la sua integrità.

Insomma, per Google vale la ripicca di quando si era bambini: la palla è mia e decido io.