Dopo che lo streaming audio ha conquistato quasi totalmente il mercato della musica digitale, in molti davano per scontata la scomparsa di iTunes. Eppure, contro ogni previsione, la piattaforma di Apple continua a esistere e a svolgere un ruolo tutt’altro che marginale.
L’arrivo di servizi come Spotify, Deezer e Apple Music ha trasformato radicalmente il modo in cui ascoltiamo la musica. Prima di questa rivoluzione, il download era la norma e iTunes rappresentava uno degli snodi centrali dell’ecosistema digitale. Oggi il download sembra un’abitudine del passato, ma Apple ha scelto di non chiudere definitivamente questo capitolo.
Perché iTunes continua a esistere
La decisione di mantenere attivo iTunes non è nostalgica, ma strategica. Apple dispone di un dato difficile da ignorare: circa l’80% degli utenti che acquistano musica su iTunes non è abbonato ad Apple Music. Si tratta quindi di una base di consumatori ampia e ancora rilevante, che le etichette discografiche non vogliono perdere.
Negli ultimi anni, diversi artisti di primo piano hanno sfruttato questa opportunità. Nel 2025, ad esempio, Taylor Swift ha pubblicato una versione esclusiva del suo album “The Life of a Showgirl” su iTunes. Scelte simili sono state fatte anche da Cardi B con “AM I THE DRAMA?” e da Doja Cat con “Vie (Paris Edition)”. Queste operazioni dimostrano che il canale dei download resta appetibile per lanciare edizioni speciali o contenuti mirati.
Il peso delle vendite digitali sulle classifiche
Apple continua inoltre a incoraggiare le case discografiche a non sottovalutare iTunes. Secondo i dati interni dell’azienda, circa il 50% dei 10.000 album più venduti sulla piattaforma è composto da nuove uscite, una tendenza che si conferma trimestre dopo trimestre.
Un altro elemento chiave riguarda l’impatto sulle classifiche. Jaime Marconette, vicepresidente per gli studi musicali e le relazioni con l’industria presso Luminate, sottolinea come la vendita di album digitali influisca in modo diretto sul posizionamento degli artisti. L’acquisto di un album scaricabile equivale infatti a un’unità di vendita completa. Per ottenere lo stesso risultato sulle piattaforme di streaming servono circa 1.000 ascolti Premium o 2.500 ascolti gratuiti con pubblicità.
Streaming dominante, ma i numeri raccontano una storia diversa
Nonostante questi vantaggi, la realtà economica mostra un quadro chiaro. Nel 2019, i download digitali, includendo musica e altri contenuti come le suonerie, hanno generato circa 822 milioni di dollari negli Stati Uniti. Nei primi sei mesi del 2025, questa cifra è scesa a una stima di 139 milioni di dollari.
Nello stesso arco temporale, lo streaming audio ha già prodotto 4,7 miliardi di dollari di fatturato. I numeri parlano da soli: lo streaming domina il mercato. Tuttavia, iTunes resta una nicchia strategica, capace di offrire valore aggiunto agli artisti e alle etichette che sanno sfruttarla.

