La collaborazione tra OpenAI e Microsoft entra in una nuova fase. Le due aziende hanno deciso di aggiornare gli accordi finanziari e tecnologici che le legano, con l’obiettivo di concedere maggiore autonomia allo sviluppatore di ChatGPT, pur mantenendo un rapporto strategico solido.
Dopo l’intesa dello scorso ottobre, che garantiva a Microsoft l’accesso ai modelli di ChatGPT fino al 2032, emergono ora ulteriori modifiche. Attraverso un annuncio pubblicato su X, Sam Altman ha confermato cambiamenti significativi legati sia all’esclusività del cloud sia alla gestione dei ricavi condivisi.
Più libertà sul fronte cloud
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’infrastruttura. OpenAI potrà distribuire i propri servizi anche su piattaforme concorrenti come Amazon Web Services o Google Cloud, superando di fatto il vincolo esclusivo precedente.
Nonostante questa apertura, Microsoft continuerà a ricoprire un ruolo centrale. Azure resterà infatti la piattaforma principale per il lancio iniziale dei prodotti OpenAI, salvo limitazioni tecniche o scelte strategiche diverse da parte del partner.
Parallelamente, Microsoft conserverà i diritti di licenza sulla proprietà intellettuale sviluppata da OpenAI, inclusi modelli e soluzioni, fino al 2032.
Nuovi equilibri economici tra le due aziende
Sul piano finanziario, cambia il flusso delle entrate tra le due realtà. Microsoft non verserà più una quota dei propri ricavi a OpenAI, segnando una netta inversione rispetto al passato.
Al contrario, OpenAI continuerà a riconoscere una percentuale dei propri guadagni a Microsoft fino al 2030. Questo contributo sarà soggetto a un limite massimo non reso pubblico, anche se alcune fonti indicano una possibile quota attorno al 20% dei ricavi complessivi.

