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Cos’è il revenge porn e come si denuncia?

La diffusione illecita di immagini o video privati sessualmente espliciti diventa reato. È finito il libero arbitrio del revenge porn da parte di malintenzionati grazie all’introduzione nel codice penale dell’articolo 612-ter.
Un vero e proprio deterrente considerato che, chi continuerà a pubblicare contenuti che violano l’immagine, la dignità e la privacy di una persona, sarà punito con la pena del carcere che va da 1 a 6 anni e con multe fino a 15 mila euro.

Chi pubblica sui social contenuti a sfondo sessuale cosa rischia?

Non penserà di farla franca chi avendo ricevuto le immagini porno le diffonde sui noti social (Facebook, Twitter, ecc) ovvero le cede ad altri. In questi casi, è prevista l’aggravante nella commissione del reato. Stesso discorso è previsto se il reato è commesso dal partner o da un ex con diffusione via social: la pena è aumentata se i fatti sono commessi dal coniuge, anche separato o divorziato, o da persona che è o è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa ovvero se i fatti sono commessi attraverso strumenti informatici o telematici.

Cosa succede con la diffusione di immagini sessuali senza consenso di donne incinte e diversamente abili?

Il malintenzionato che adotta questi squallidi comportamenti con il computer, tablet o telefonino sarà soggetto alla pena aumentata da un terzo alla metà.

Come fare per denunciare il revenge porn

Questo delitto è punito con la querela della persona offesa. Per questo motivo, le strade da seguire sono due:

  • recarsi presso qualsiasi commissariato per esporre denuncia entro 6 mesi dall’accaduto
  • recarsi direttamente presso gli uffici della procura della Repubblica ed esporre direttamente denuncia sempre entro i 6 mesi dall’accaduto.