Un nuovo smartphone della serie Galaxy M è apparso nel database di Geekbench e la scelta del processore è piuttosto inattesa. Il modello identificato dalla sigla Samsung SM-M676K, che potrebbe arrivare sul mercato come Galaxy M67, risulta infatti equipaggiato con Exynos 2200, lo stesso chip flagship utilizzato nel 2022 sulla serie Galaxy S22 e successivamente su Galaxy S23 FE.
È un dettaglio interessante perché la gamma Galaxy M, storicamente molto forte in India e in alcuni mercati asiatici, è sempre stata associata a prodotti dal posizionamento più concreto, spesso vicini per scheda tecnica ai modelli Galaxy A. In questo caso, però, Samsung potrebbe scegliere una strada diversa, portando su un modello di fascia media un processore nato per la fascia alta.
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Un chip flagship, anche se non più recente
Exynos 2200 è un SoC a 4 nanometri con configurazione CPU 1+3+4 e frequenza massima di 2,8GHz. La sua caratteristica più particolare resta la GPU Xclipse, basata su architettura AMD RDNA2, che al debutto aveva segnato un passaggio importante per Samsung: è stata infatti la prima GPU mobile con accelerazione hardware per il ray tracing.
L’arrivo di questo chip su un possibile Galaxy M67 sarebbe quindi una scelta curiosa. Da un lato Exynos 2200 non è più una piattaforma di ultima generazione; dall’altro resta un processore molto più ambizioso rispetto a quelli che normalmente troviamo sui modelli M-series, soprattutto per potenza grafica e posizionamento originario.
I primi risultati su Geekbench
Nel test Geekbench, il presunto Galaxy M67 ha ottenuto 1.589 punti in single-core e 3.923 punti in multi-core. Il dispositivo testato integra 8GB di RAM e utilizza Android 17, con ogni probabilità personalizzato con One UI 8.5.
Sono dati ancora preliminari, perché i benchmark possono riferirsi a unità di sviluppo e software non definitivo. Tuttavia indicano già una direzione: Samsung potrebbe voler rendere la futura serie Galaxy M più competitiva sul piano delle prestazioni, almeno su alcuni modelli selezionati.
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Una possibile eccezione nella famiglia Galaxy M
Finora molti Galaxy M hanno condiviso una parte importante della scheda tecnica con i Galaxy A, differenziandosi spesso per batteria, disponibilità geografica e canali di vendita. Il Galaxy M67, se davvero arriverà con Exynos 2200, potrebbe rappresentare un’eccezione.
La scelta avrebbe senso soprattutto nei mercati in cui la serie M è percepita come una proposta ad alto rapporto qualità-prezzo. Un chip ex flagship consentirebbe a Samsung di comunicare prestazioni più elevate, gaming più solido e una dotazione superiore rispetto ai modelli più tradizionali della stessa fascia.
Resta da capire come verranno gestiti consumi, temperature e autonomia, aspetti sempre importanti quando un chip nato per la fascia alta viene inserito in un prodotto più orientato al prezzo.
Un modello da seguire
Al momento non ci sono ancora dettagli ufficiali su display, batteria, fotocamere, disponibilità e prezzo. La comparsa su Geekbench, però, suggerisce che lo sviluppo sia già in una fase concreta.
Se confermato, Galaxy M67 potrebbe diventare uno dei modelli più interessanti della prossima generazione Galaxy M: non tanto per una scheda tecnica completamente nuova, ma per l’uso di un processore che Samsung aveva riservato ai propri dispositivi premium.
Per la serie M sarebbe un cambio di passo significativo. E per Samsung, soprattutto in India e nei mercati asiatici, potrebbe essere un modo per rafforzare l’offerta nella fascia media con un argomento semplice da comunicare: prestazioni da ex top di gamma in un prodotto più accessibile.