Siri arriva con iOS 27, ma Apple potrebbe lanciarla ancora in versione beta

La WWDC 2026, in programma dall’8 giugno, sarà il momento in cui Apple mostrerà finalmente la nuova generazione di Siri, annunciata per la prima volta nel 2024 e rimasta intrappolata in una lunga serie di rinvii. Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni, il debutto dell’assistente potrebbe non essere così trionfale come previsto.

Stando a quanto riportato da Bloomberg attraverso Mark Gurman, esiste infatti una concreta possibilità che la nuova Siri venga distribuita al pubblico con l’etichetta “beta”, non soltanto durante le versioni di prova per sviluppatori, ma anche nel rilascio ufficiale previsto per l’autunno.

Una scelta insolita per Apple, che storicamente preferisce presentare prodotti considerati completi e maturi prima del lancio su larga scala.

Due anni di ritardi e una causa milionaria

Per comprendere il peso di questa decisione è necessario tornare al 2024. Durante la WWDC di quell’anno Apple aveva presentato una Siri completamente rinnovata, capace di comprendere il contesto personale dell’utente e interagire in modo avanzato con le applicazioni installate.

Le funzionalità promesse, però, non sono mai arrivate nei tempi annunciati.

Dopo numerosi rinvii, l’azienda si è trovata ad affrontare anche una class action negli Stati Uniti legata alle promesse fatte durante la presentazione. La controversia si sarebbe conclusa con un accordo da circa 250 milioni di dollari, equivalenti a oltre 230 milioni di euro.

Alla luce di questo percorso accidentato, il possibile arrivo di Siri in versione beta appare come un ulteriore segnale delle difficoltà incontrate nello sviluppo del progetto.

Apple teme ancora errori e allucinazioni dell’intelligenza artificiale

Secondo le informazioni condivise da Gurman, Apple sarebbe ancora preoccupata per alcuni aspetti fondamentali del nuovo assistente.

Tra i problemi principali figurano tempi di risposta non sempre soddisfacenti e la presenza di errori generati dall’intelligenza artificiale, le cosiddette “allucinazioni”, ovvero risposte plausibili ma completamente inventate.

L’etichetta beta servirebbe quindi come forma di tutela, avvisando gli utenti che il sistema è ancora in fase di perfezionamento. Nelle versioni interne di iOS 27 sarebbe già presente un interruttore che consente di disattivare la nuova Siri e tornare alla versione tradizionale dell’assistente.

Una Siri sempre più simile a ChatGPT

Le indiscrezioni suggeriscono inoltre che la nuova Siri andrà ben oltre un semplice aggiornamento grafico.

Apple starebbe lavorando a un’app dedicata, caratterizzata da conversazioni separate, cronologia delle interazioni, caricamento di documenti e gestione avanzata dei contenuti. Un approccio che richiama molto da vicino quello adottato da ChatGPT e dagli altri chatbot generativi più diffusi.

Secondo le informazioni emerse, alcune delle nuove funzionalità potrebbero inoltre sfruttare modelli basati sulla tecnologia Gemini di Google, nell’ambito delle collaborazioni già avviate tra le due aziende sul fronte dell’intelligenza artificiale.

Se Apple dovesse davvero mantenere la dicitura “beta” anche nel rilascio pubblico previsto per settembre, si tratterebbe di una scelta piuttosto rara per Cupertino. Un’ammissione implicita che, nel mondo dell’IA generativa, perfino una delle aziende più potenti del settore preferisce procedere con cautela piuttosto che promettere una perfezione che oggi nessuno è ancora in grado di garantire.

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Andrea P.

Appassionato di tecnologia fin dalla nascita. Sempre in giro con mille gadget in tasca e pronto a non farsi sfuggire le novità del momento per poterle raccontare sui canali di Cellulare Magazine.