Smartphone sotto i 400 dollari in calo del 22% nel 2026: pesano i costi di DRAM e NAND

L’aumento dei prezzi di DRAM e NAND sta modificando gli equilibri del mercato smartphone globale, con un impatto particolarmente rilevante sui dispositivi di fascia bassa e medio-bassa. Secondo l’ultima analisi di Omdia, gli smartphone con prezzo inferiore ai 400 dollari registreranno nel 2026 un calo superiore al 22%, a causa della crescente pressione dei costi di memoria sulla redditività dei produttori.

Il dato emerge dal primo approfondimento di una serie in due parti dedicata agli effetti del rincaro delle memorie sul settore smartphone. Questa prima analisi si concentra sul modo in cui l’aumento dei prezzi di DRAM e NAND sta cambiando la struttura economica dei dispositivi, con una pressione più forte sui modelli economici. La seconda parte sarà dedicata alla crescente polarizzazione del mercato, con produttori che tendono a ridurre o bloccare la capacità di memoria nei prodotti meno costosi, mentre continuano ad aggiornare le configurazioni dei modelli premium.

I costi della memoria pesano quasi il 60% sulla BOM dei modelli sotto i 400 dollari

Secondo Omdia, nel primo trimestre del 2026 i costi delle memorie hanno rappresentato quasi il 60% del totale della bill of materials degli smartphone con prezzo inferiore ai 400 dollari. La quota supera il 64% nei dispositivi sotto i 99 dollari, una fascia già caratterizzata da margini molto ridotti e da una forte sensibilità al prezzo finale. Il confronto tra il terzo trimestre 2025 e il primo trimestre 2026 mostra un cambiamento rapido nella struttura dei costi. Nei prodotti sotto i 400 dollari, la quota dei costi di memoria sulla BOM è quasi raddoppiata. Nei modelli sopra i 400 dollari, l’aumento è stato superiore al 100%, anche se l’impatto finale risulta più gestibile grazie a un prezzo medio più alto e a una maggiore flessibilità nella scelta degli altri componenti.

Per i produttori, la crescita dei costi di DRAM e NAND rappresenta un problema diretto sui margini. Nei modelli economici, le possibilità di compensare questi aumenti con tagli su altre componenti sono limitate. Display, sensori e moduli radiofrequenza possono offrire alcuni margini di riduzione, ma nei dispositivi entry-level la struttura dei costi è già molto compressa.

I produttori si allontanano dalla fascia bassa

Zaker Li, Principal Analyst nel team consumer di Omdia, osserva che la situazione potrebbe peggiorare nei prossimi trimestri, in caso di ulteriore crescita dei prezzi delle memorie. Secondo l’analisi, produttori come Transsion, OPPO, vivo, Honor e Xiaomi devono aumentare in modo significativo i prezzi al dettaglio dei propri dispositivi solo per preservare margini già sottili.

Il problema è che i consumatori della fascia bassa sono molto sensibili al prezzo. Un aumento del costo finale può tradursi in una contrazione della domanda, soprattutto nei mercati emergenti e nei segmenti dove lo smartphone economico rappresenta ancora la principale porta di accesso al digitale. Omdia indica quindi un rischio concreto per i prodotti low-end: margini sempre più ridotti, possibile perdita di redditività e domanda più debole a fronte di listini in crescita. Per questo motivo, diversi vendor stanno riducendo gradualmente l’esposizione alla fascia bassa, con maggiore attenzione ai prodotti medio-alti e premium.

Il mercato smartphone globale verso un calo del 12% nel 2026

La previsione aggiornata di Omdia indica per il 2026 una contrazione del 12% su base annua del mercato smartphone globale. Il calo è legato soprattutto alla forte riduzione delle spedizioni nei dispositivi con prezzo pari o inferiore ai 400 dollari, attesi in diminuzione di oltre il 22%.

Il quadro cambia nella fascia superiore. Le spedizioni di smartphone sopra i 400 dollari dovrebbero crescere del 5,7% nel 2026. Secondo Omdia, questa maggiore tenuta riflette tre dinamiche: lo spostamento dei produttori verso prodotti medio-alti, l’aumento dei prezzi al dettaglio che porta una quota maggiore di dispositivi oltre la soglia dei 400 dollari e la minore sensibilità al prezzo dei consumatori premium. Il mercato appare quindi sempre più sbilanciato verso l’alto. I produttori cercano segmenti più redditizi, mentre la fascia economica subisce l’impatto combinato di costi industriali più alti e consumatori meno disposti ad assorbire rincari.

Perché i modelli premium reggono meglio l’aumento dei costi

Negli smartphone sopra i 400 dollari, e in particolare nei modelli oltre i 600 dollari, il peso relativo della memoria diminuisce con l’aumento del prezzo del prodotto. In queste fasce, componenti come System on a Chip, display e moduli fotografici incidono in modo più rilevante sulla BOM complessiva.

Questo offre ai produttori maggiore flessibilità. Su alcuni modelli di fascia alta, i vendor cinesi stanno tornando a pannelli LTPS OLED al posto di soluzioni LTPO, riservate soprattutto ai modelli premium. Secondo Omdia, questa scelta può generare un risparmio di circa 3-5 dollari per dispositivo.

Anche il comparto fotografico può essere rimodulato in base al posizionamento del prodotto, con sensori più piccoli o un numero inferiore di fotocamere. Sul fronte SoC, invece, i produttori possono rallentare il ritmo degli aggiornamenti e utilizzare piattaforme di generazione precedente, con una possibile riduzione dei costi tra il 30% e il 40%.

Queste leve risultano molto più difficili da applicare agli smartphone economici, dove le specifiche sono già ottimizzate per contenere il prezzo e ogni componente ha margini ridotti di intervento.

La memoria diventa un fattore strategico per il mercato smartphone

L’aumento dei costi di DRAM e NAND non incide solo sui listini, ma anche sulle strategie di prodotto. Nei dispositivi economici, i vendor possono essere costretti a ridurre la capacità di memoria, bloccare gli aggiornamenti delle configurazioni o abbandonare alcune fasce di prezzo non più sostenibili. Nei modelli premium, invece, la memoria resta un elemento di differenziazione. I produttori possono continuare a proporre tagli più elevati, perché il prezzo finale consente di assorbire meglio i rincari e il consumatore mostra una minore elasticità rispetto al prezzo.

Il risultato è una polarizzazione più marcata del mercato. Da una parte, i dispositivi di fascia bassa rischiano di diventare meno competitivi o meno redditizi. Dall’altra, i modelli medio-alti e premium mantengono una maggiore capacità di investimento su specifiche, prestazioni e configurazioni di memoria. Per i produttori, il 2026 sarà quindi un anno di equilibrio complesso tra accessibilità, margini e competitività. La pressione sui costi di memoria potrebbe accelerare il passaggio da un mercato basato sui volumi a un mercato più orientato al valore, con effetti diretti sulla disponibilità e sul prezzo degli smartphone più economici.

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