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Caso Vero: prima il boom di download e poi la campagna #deleteVero

Vero, l’app che ricorda Instagram, negli ultimi giorni è diventata un caso. Perchè, disponibile dal 2015 e passata più o meno in sordina per tre anni, all’improvviso fa boom di download.

Vero, il boom di download

Dopo tre anni di “vita” virtuale, l’app del social network Vero, molto simile a Instagram, fa boom di download negli Stati Uniti. Se fino a pochi giorni era stata scaricata in tutto 600.000 volte, adesso tocca la stessa cifra nell’arco di 24 ore. Negli States è diventata dalla sera alla mattina tra le app più scaricate. Su Android ha superato il milione di download, giusto per rendere l’idea. Un caso, un fatto curioso. Che spinge a saperne di più.

Vero, l’app che ricorda Instagram

Vero viene lanciata nel 2015 dal milionario libanese Ayman Hariri (39enne figlio dell’ex primo ministro Rafic Hariri), dall’impresario cinematografico Motaz Nabulsi e dal venture capitalist Scott Birnbaum, è compatibile con iOs e Android, si scarica gratuitamente (anche se è prevista l’introduzione in un secondo tempo di un abbonamento annuale) e ricorda Instagram. Perchè anche Vero condivide immagini, usa hashtag e geolocalizzazioni. Da Instagram, però, si differenzia perché condivide anche musica, permette di inserire link “cliccabili” e di distinguere i contatti in liste (come aveva promesso Instagram). Altra differenza è l’assenza di pubblicità e di conseguenza di raccolta massiccia di dati degli utenti.

La campagna #deleteVero

Neanche il tempo di chiedersi il perché e il per come del boom che già spunta la campagna per cancellarla, con l’hastag #deleteVero su Twitter. Il motivo? C’è chi dice che c’entrino questioni e affari libanesi, chi si limita a vedere in Vero l’ennesima bolla e meteora. E chi nel frattempo realizza che la procedura per cancellarsi dall’app è tutt’altro che immediata.

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