Xiaomi MI A3: la recensione di Cellulare Magazine

La recensione dello Xiaomi Mi A3 parte da una riflessione relativa al suo brand: se la fascia alta di uno smartphone è in grado di restitirici la cifra tecnologica del suo produttore, è la fascia media (insieme a quella più bassa) a guidarne le vendite. Insomma, il valore di un brand si misura con i modelli flagship ma sono gli smartphone di fascia media a posizionarlo nella classifca dei produttori. Xiaomi, del resto, è regina in questo segmento, peraltro molto affollato. Sono infatti diversi i modelli di smartphone del brand cinese in questa fascia, soprattutto con il marchio Redmi. Qui però ci concentriamo su Xiaomi Mi A3, erede del Mi A2 e vero e proprio mattatore nel segmento di prezzo sotto i 200 euro.
Tanto per dare un’idea delle sue caratteristiche, si tratta di uno smartphone che ha poco da invidiare alla fascia alta, se non per alcune piccole mancanze tecniche e per la scelta di materiali più economici. Dal punto di vista del design i passi avanti rispetto al Mi A2 sono evidenti: il display è quasi Full View (c’è solo un piccolo foro per ospitare la fotocamera anteriore) ed è stato inserito un lettore di impronte sotto al display. Anche il design è migliorato grazie alla doppia copertura in vetro (fronte e retro con Gorilla glass 5), al display Amoled con bordi arrotondati e alla presenza di una finitura in finto metallo sul bordo. Il risultato finale è uno smartphone bello da vedere, maneggevole e con una buona ergonomia, grazie anche ad una aspect ratio pari a 19,5:9, quindi molto allungata. Insomma uno smartphone interessante e dotato di un rapporto qualità prezzo tale da assicurarsi il nostro Award Best Price.


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Xiaomi Mi A3: c’è lo Snapdragon 665

Esaurita la parte descrittiva ci concentriamo adesso sulle sue caratteristiche tecniche. Il cuore del sistema è il chipset Snapdragon 665, una gradita novità. Pur non avendo lo slancio di un processore top, assicura un’ottima reattività e senza pregiudicare l’autonomia. Tra l’altro non abbiamo riscontrato nemmeno frequenti surriscaldamenti, forse l’unico limite di alcune Cpu della scorsa generazione. A bordo troviamo inoltre 4 GB di Ram e 64 GB di storage, facilmente espandibili tramite schede microSD.
Rispetto al MI A2 cambia anche il display. Il pannello scelto è infatti un Amoled da 6,08” con risoluzione HD (720×1.560 pixel). Insomma una risoluzione piuttosto risicata e che è stata criticata da diverse recensioni on-line, ma che non ci sentiamo di condannare.
In compenso il display è ben contrastato ha ovviamente una buonissima resa dei neri e, nel complesso, offre una discreta visibilità anche in piena luce. Ormai le due tecnologie Amoled e Lcd IPS offrono risultati abbastanza simili e rimane una semplice questione di gusti. Per quanto riguarda invece il comparto fotografico a bordo troviamo ben tre sensori posizionati sul retro della scocca, più un quarto sensore frontale da 32 Megapixel per i selfie. Infine, segnaliamo la presenza del lettore di impronte sotto al display. La reattività è nella media: precisa e abbastanza veloce anche se non fulminea.

La sezione imaging di Xiaomi MI A3

Partiamo dal comparto video che permette di girare clip con risoluzione fino a 4K a 30 fps con la possibilità di applicare effetti come il Time Laps (video accelerato) o lo Slow Motion (rallentato).
Il comparto fotografico sfrutta i tre sensori presenti sul retro: quello primario è da 48 Megapixel (f/1.79) mentre quello secondario da 8 Megapixel ed è un grandangolare (f2.2) a 118°. Infine, il terzo sensore da 2 Megapixel (f/2.4) si occupa della profondità dello scatto. Nel complesso gli scatti sono di buona qualità, soprattutto in presenza di luce solare. In tarda serata è bene affidarsi alla modalità notte che, pur non essendo al livello degli smartphone top di gamma, assicura comunque buoni risultati. Il software vi permetterà poi di scattare in modalità ritratto per l’immancabile effetto bokeh ma anche in modalità panoramica unendo più scatti insieme. Infine c’è anche la modalità Pro pensata per i puristi, che permette di regolare tutti i parametri manualmente. È perfino possibile scegliere quale lente utilizzare, oltre ad avere il pieno controllo sui tempi di esposizione e sul bilanciamento del bianco. Chi invece non ha dimestichezza con il mondo della fotografia dovrà obbligatoriamente affidarsi agli scatti automatici che vengono aiutati anche dall’intelligenza artificiale a bordo del Mi A3.

Confezione, design e qualità costruttiva

Xiaomi Mi A3 è stato assemblato con grande cura e furbizia. La doppia copertura in vetro, coadiuvata da una finitura in finto metallo, regala allo smartphone di Xiaomi un aspetto moderno che piace molto. I dettagli sono curati tanto da farlo sembrare uno smartphone di fascia superiore e non mancano alcune chicche come la presenza del sensore di impronte sotto al display..

Display

Xiaomi adotta a sorpresa un display Amoled con risoluzione solo HD+. Si tratta di un pannello che è stato criticato per la bassa risoluzione ma si tratta davvero di un peccato veniale. È vero, un occhio attento e allenato potrebbe notare qualche piccola sbavatura nei contorni delle icone ma si tratta di un esercizio stilistico fine a se stesso. Ha un ottimo contrasto, neri perfetti e consuma poco.

Fotocamera

La tripla fotocamera da 48+8+2 Megapixel assicura scatti di buona qualità in ogni ambito. Anche la modalità notturna è in grado di regalare soddisfazioni, un particolare non da poco per un telefono di questa fascia. C’è anche la possibilità di scattare in modalità Pro scegliendo perfino il tipo di lente e di girare video con risoluzione fino a 4K. Insomma, un comparto fotografico davvero di ottimo livello.

Audio e ricezione

Nella media del segmento. L’audio è mono (anche se ci sono due griglie per gli speaker in basso) ma con un buon volume, adeguato anche nell’uso come vivavoce. La qualità è nel complesso discreta, visto che è perfino possibile sentire qualche basso, a patto però di non alzare troppo il volume. Per fortuna c’è il jack da 3,5 mm che consente l’utilizzo delle cuffie senza bisogno di alcun adattatore.

Batteria

Grazie alla presenza di Android in versione stock e a un uso parco della batteria da 4.030 mAh, il Mi A3 può sostenere fino a due giorni di autonomia.

Prestazioni

A bordo troviamo il nuovo Snapdragon 665, un processore ancora poco conosciuto. Le prestazioni sembrano però essere buone: le pagine si caricano e “scrollano” velocemente, così come quasi tutte le operazioni (come lo sblocco con il sensore di impronte) avvengono senza rallentamenti significativi. Buone anche le performance nei giochi, a parte qualche “caricamento” di troppo.

Il giudizio di Cellulare Magazine:
Xiaomi MI A3

Nel complesso questo Xiaomi Mi A3 ci è piaciuto molto. È ben assemblato, ha un design piacevole, è veloce e reattivo e ha un ottimo comparto fotografico. Difficile chiedere di più a un telefono con un prezzo inferiore ai 200 euro (l’ultimo prezzo è di 199 euro). Le critiche al display solo HD+ ci sembrano pretestuose e non ne pregiudicano l’ottimo funzionamento. L’unico difetto, a nostro avviso, è la mancanza del chip Nfc.

PRO

  • Processore reattivo in ogni ambito
  • Ottimo comparto fotografico
  • Autonomia fino a due giorni

CONTRO

  • Manca il chip per l’Nfc
  • Risoluzione del display solo HD
  • Audio monofonico

7,5 Voto Finale