Dopo essersi imposto come uno dei protagonisti assoluti del settore mobile, Google intende rafforzare ulteriormente il rapporto con la propria community, offrendo ai fan più fedeli la possibilità di accedere in anticipo ai futuri smartphone Pixel. Un’iniziativa, almeno per ora, riservata esclusivamente al mercato statunitense.
Nel frattempo, Android si prepara ad ampliare il proprio raggio d’azione arrivando anche sui PC. Tuttavia, Google continuerà a garantire il supporto a ChromeOS fino al 2034, come emerge da recenti documenti legali.
ChromeOS ha una data di scadenza già fissata
Dieci anni di aggiornamenti, poi il tramonto definitivo. È questa, in sintesi, la strategia di Google per ChromeOS. Come evidenziato da The Verge, i documenti relativi alla causa antitrust che coinvolge il colosso di Mountain View delineano con precisione la roadmap teorica di Aluminium OS, la versione desktop di Android, e il futuro di ChromeOS.
Secondo queste informazioni, Aluminium OS non dovrebbe arrivare concretamente sui PC prima del 2028, mentre ChromeOS continuerebbe a ricevere supporto fino al 2034, data oltre la quale il sistema operativo basato sul web verrebbe definitivamente abbandonato.
Due sistemi operativi in parallelo, ma non per tutti
Stando alle dichiarazioni fornite da Google in sede legale, Aluminium OS dovrebbe raggiungere i primi tester entro la fine del 2026. Il rilascio ufficiale, comprese le versioni dedicate ai settori education e business, è però previsto non prima del 2028. Questo implica che Google porterà avanti due sistemi operativi per PC in parallelo per almeno sei anni.
L’azienda si è inoltre impegnata a garantire dieci anni di supporto software per ChromeOS, anche in seguito all’annuncio di una nuova gamma di dispositivi nel 2023. Questa tempistica, viene precisato, è in parte dettata dalle normative vigenti in diversi Paesi, che impongono un periodo minimo di aggiornamenti. Nonostante ciò, non tutti i Chromebook saranno compatibili con Aluminium OS.
Secondo quanto spiegato dal responsabile dello sviluppo di ChromeOS, molti dispositivi basati su questo sistema operativo non dispongono della potenza di calcolo necessaria per eseguire il nuovo ambiente desktop Android. Questa limitazione hardware “riduce il numero di utenti che potranno effettuare la migrazione”, come sottolineato da Google stessa nella documentazione ufficiale.
Il futuro incerto di ChromeOS Flex
Nei documenti non viene mai citato ChromeOS Flex, la variante pensata per essere installata su computer non certificati. Considerata la sua stretta parentela con ChromeOS tradizionale, è plausibile che anche questa versione non venga supportata oltre il 2034. Anzi, il suo ciclo di vita potrebbe interrompersi già dopo il 2028, quando Google potrebbe decidere di concentrare le risorse su un numero più limitato di progetti.
Il colosso della ricerca non è noto per la stabilità delle sue iniziative a lungo termine, come dimostra l’ampio “cimitero” di servizi dismessi nel corso degli anni. Di conseguenza, questi piani potrebbero ancora cambiare. Al momento, però, il destino di ChromeOS sembra ormai segnato.

