Huawei Mate 30 Pro: la recensione di Cellulare Magazine

Huawei Mate 30 Pro, l’ultimo flagship del produttore cinese è il primo a patire in modo oggettivo il ban imposto dal governo Usa a Huawei e il risultato è che la nuova punta di diamante della casa di Shenzhen arriva sul mercato privo dei servizi Google. Per questo abbiamo provato Mate 30 Pro nella sua versione nativa e abbiamo provato il gusto di cercare e trovare sistemi alternativi per scaricare le app. Qualche esempio? Si può usare Aptoide, Amazon Appstore e naturalmente l’App Gallery integrata nel telefono oltre a poter cercare i software sui siti di riferimento. Sarà banale ma se volete scaricare WhatsApp basterà andare sul sito ufficiale e fare il download. Ci siamo anche divertiti a installare autonomamente i servizi Google, seguendo semplici tutorial in rete. Funziona tutto bene, in entrambi i casi, ci vuole solo un po’ di pazienza. Quella che di solito anima gli appassionati di tecnologia. Il risultato? Vi troverete ad usare uno dei migliori smartphone Android presentato nel 2019, un purosangue capace di alzare, per l’ennesima volta, l’asticella delle prestazioni in ogni singolo reparto.

Mate 30 e Mate 30 Pro differenze

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Huawei Mate 30 Pro: il meglio del design

Il design di Mate 30 Pro è assai particolare e si caratterizza per linee tese e spigoli vivi, certamente una voce fuori dal coro. La particolarità consiste in un display fortemente curvato sui bordi, al punto da fare quasi completamene scomparire il profilo della scocca. Questa scelta ha consentito di inaugurare una nuova soluzione per la gestione del volume del dispositivo, che non è più delegata al consueto pulsante a bilanciere ma viene comandata tramite due tap sul bordo del display. Resta invece invariato il sistema di accensione tramite tasto dedicato. Sul frontale spicca una tacca piuttosto ampia, che invade il touch screen. La sensazione estetica non fa gridare al miracolo ma, tutto sommato, il disegn è apprezzabile. A difesa di questa scelta è giusto ricordare che tale spazio ospita una nutrita schiera di sensori a partire dalla fotocamera frontale fino ad arrivare ai sistemi di sblocco tramite riconoscimento del volto. Suggestive le soluzioni stilistiche utilizzate per la parte posteriore con le fotocamere ospitate in un grande oblò, con una fortissima vocazione hi-tech. Di pregio i materiali usati per la costruzione: vetro e metallo abbondano e anche le finiture sono impeccabili. Ottimo l’assemblaggio di tutte le parti del dispositivo.

Il display

Il nuovo top di gamma Huawei dispone di uno schermo di ottima qualità. Il pannello Oled fornisce infatti colori vivaci e consente anche una taratura fine, per ottimizzare il bilanciamento del bianco ma anche il contrasto della sezione cromatica.
Le immagini appaiono sempre vivide e i colori fedeli grazie a un corretto grado di saturazione.
Come detto, il display è fortemente curvato ai bordi e comprende un notch evidente, che può essere però mascherato dalle impostazioni, spegnendo la parte alta dello schermo. Il pannello offre una risoluzione di 1.176×2.400 pixel con una densità di 409 ppi.
La diagonale è di 6,53 pollici e si estende in lunghezza grazie a un form factor di 18,5:9.

L’hardware di Mate 30 Pro

La scheda tecnica del Mate 30 Pro è da primo della classe. A dettare legge ci pensa il recente processore Kirin 990, capace di esprimere una potenza brutale, con consumi ridotti e un perfetto controllo delle temperature d’esercizio. Ci sono anche 8 GB di memoria Ram, mentre la sezione grafica è gestita dalla poderosa Gpu Mali G76 a 16 Core. Ottime notizie anche sul fronte archiviazione: lo spazio interno prevede 256 GB a disposizione dell’utente, ma si può anche aumentare lo storage, grazie alla presenza di uno slot per schede NM card. In questo caso, purtroppo, si perde l’utilizzo della seconda Sim, perché lo spazio è condiviso tra i due elementi. Positivo il giudizio sul lettore di impronte che si è rivelato sempre veloce e affidabile. Lo scanner biometrico è posizionato sotto al vetro del display e le sue performance si avvicinano a quelle dei migliori sensori fisici.
Per quanto la tecnologia a infrarossi possa apparire sorpassata, abbiamo apprezzato la presenza di un trasmettitore IR, che permette di comandare periferiche compatibili, come ad esempio la televisone di casa. A tale proposito segnaliamo che l’app dedicata funziona molto bene.

UI Experience

Come da tradizione, Huawei sfoggia la potente interfaccia Emui a corredo di Android. Entrambi i software sono nelle rispettive versioni 10 e, a parte la già citata assenza dei servizi Google, regalano un parco funzioni davvero invidiabile. Grande attenzione è stata riservata alla protezione dei dati e alla sicurezza dell’utente, con aree criptate e applicazioni protette da password o riconoscimento dell’impronta, ma non mancano anche piccole chicche come la possibilità di clonare le app per disporre di più account della medesima piattaforma.
Ci è piaciuta molto la modalità di acquisizione delle note, che possono essere scritte facilmente a mano libera, come su un post-it. Resta forse qualche dettaglio da migliorare nella grafica delle icone, il cui design non è ancora del tutto allineato con il gusto estetico occidentale.

Giudizio sulla fotocamera di Mate 30 Pro

Quando si preme il pulsante di attivazione delle fotocamera, Huawei Mate 30 Pro pare avere un sussulto e gonfia i muscoli. La dotazione tecnica è ottima. Ci sono quattro sensori così ripartiti: uno prinicipale da 40 Megapixel con lunghezza focale da 27 mm equivalenti con lente f/1.6; una seconda unità da 8 Megapixel con zoom 3x, un terzo elemento ultrawide con risoluzione da 40 Megapixel e, buon ultimo, un sensore TOF per la gestione degli effetti di profondità. Il tutto è potenziato dall’intelligenza artificiale che contribuisce a scatti superlativi di giorno e splendidi pure di sera, grazie anche a una evoluta modalità notturna. Nel complesso la fotocamera appare leggermente meno flessibilie rispetto a quella del P30 Pro per via di un minore fattore di zoom ottico ma ugualmente efficace dal punto di vita delle prestazioni e più stabile nel funzionamento. Molto bene il comparto video che, oltre alla risoluzione 4K, può esibire una funzione di ripresa fino a 7.680 fps in HD e 960 fps in Full HD per clip dal grande impatto.

L’audio

La sezione audio dà il suo contributo al successo complessivo dello smartphone. Sia in vivavoce sia durante le normali conversazioni telefoniche si può infatti apprezzare una resa acustica valida, pur in presenza di livelli di volume piuttosto elevati.
Di fatto si riesce a beneficiare di un notevole comfort anche quando gli speaker sono chiamati a fornire tutta la loro potenza. L’ascolto di contenuti musicali e video risulta piacevole. Unica nota stonata è rappresentata dall’assenza del jack audio da 3,5mm. Purtroppo per usare le cuffie convenzionali sarà necessario utilizzare un adattatore: una scelta che, non solo in questo caso, riteniamo sempre più incomprensibile.

Batteria

Batteria da 4.500 mAh e hardware perfettamente ottimizzato riescono ad assicurare alti livelli di autonomia. Si arriva a fine giornata senza problemi. I più parsimoniosi otterranno anche di più.

I nostri Awards a Mate 30 Pro

Mate 30 Pro fa incetta dei nostri Awards. Si aggiundica infatti i premi per il Display, l’Hi-tech, le foto e il design, ambiti in cui lo smartphone di Huawei eccelle in modo particolare.

awards Mate 30 Pro

Il giudizio di Cellulare Magazine: Mate 30 Pro

Una delle recensioni meno semplici da scrivere degli ultimi anni. Sì, perché la mancanza dei servizi Google obbliga a diverse riflessioni, per dare un senso all’acquisto di uno smartphone così importante. “Tu lo compreresti?” È la domanda che ho sentito con maggiore frequenza durante il test… la risposta è un convinto Sì! Sì, perché sacrificando qualche minuto in più per configuare il telefono, vi ritroverete tra le mani uno fra i migliori smartphone Android presentati nel 2019. Un gioiello di valore assoluto, bello esteticamente, con un cuore a dir poco generoso, un sistema operativo completo, tanta autonomia e una fotocamera sontuosa. Certo è vero, dopo avere investito oltre 1.000 euro sarebbe bene avere un prodotto pronto all’uso “out of the box” ma se amate la tecnologia, come chi vi parla, il sacrifico sarà ampiamente ripagato e magari (per i meno giovani) il ritrovare quel gusto antico, di cercare e installare software dalla rete (una volta si faceva così) e personalizzare millimetricamente le funzioni del vostro nuovo giocattolo. Speriamo che la contrapposizione tra Huawei e il governo Usa finisca presto e che gli smartphone del produttore cinese tornino a essere certificati da Google, nel qual caso anche il Mate 30 Pro se ne gioverebbe. Ma c’è più di un modo per sopravvivere al problema.

PRO

  • Il reparto fotocamera sfodera prestazioni di alto livello
  • Autonomia d’esercizio molto buona
  • Il sistema si rivela potente e reattivo anche nelle operazioni più impegnative

CONTRO

  • Il sistema di gestione del volume è innovativo ma poco pratico nell’uso
  • Manca il jack per le cuffie da 3,5 mm
  • Non ci sono i servizi Google a bordo

9,0 Voto Finale

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Ivan Paparella

Appassionato di tecnologia a 360 gradi. Utilizzo e provo telefoni cellulari dal 1990, amo la fotografia e tutto ciò che ha un'anima autentica.