Huawei

Il Regno Unito esclude Huawei dalle reti 5G

Inversione a “U” per il governo britannico che, dopo le aperture a Huawei degli ultimi mesi, ha ora vietato agli operatori mobili del Paese di acquistare nuove apparecchiature Huawei 5G dopo il 31 dicembre e ha intimato di rimuovere l’infrastrututtura dell’azienda cinese dalle loro reti entro il 2027.

Si tratta di una svolta estrema, anche se non inaspettata, che segue le pressioni del governo americano delle ultime settimane verso tutti gli alleati europei, affinché prendano le distanze dal colosso di Shenzhen.

Il Segretario di Stato per il digitale, la cultura, i media e lo sport Oliver Dowden ha comunicato alla Camera dei Comuni la decisione che fa seguito alle sanzioni imposte da Washington, che da tempo sostiene che Huawei rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale. Fatto da sempre negato in modo fermo da Huawei.

Dowden ha affermato che tale misura potrebbe ritardare di un anno l’implementazione del 5G nel Paese. E ha aggiunto che il costo della decisione e le precedenti restrizioni annunciate contro Huawei all’inizio dell’anno, potrebbero ammontare a 2 miliardi di sterline.

“Non è stata una decisione facile, ma è quella giusta per le reti di telecomunicazioni del Regno Unito, per la nostra sicurezza nazionale e la nostra economia, sia adesso sia a lungo termine”, ha detto.


Poiché le sanzioni statunitensi riguardano solo le apparecchiature 5G, il governo è stato informato che non esiste alcuna giustificazione di sicurezza per la rimozione delle apparecchiature 2G, 3G e 4G fornite da Huawei. Così come non vi sarà alcun bando degli smartphone dell’azienda cinese.

La reazione di Huawei non si è fatta attendere ed è giunta per mezzo di una nota stampa:

La deludente inversione di rotta del governo britannico è stata da quest’ultimo giustificata con riferimento alle sanzioni imposte dal governo statunitense, sebbene non supportate da prove, e non ad alcuna violazione da parte di Huawei. In tal modo, il governo degli Stati Uniti potrebbe ridurre la varietà dell’offerta nel mercato dei fornitori, danneggiando l’economia digitale europea e minando la sovranità digitale dell’Europa, che include la libertà di scegliere i propri fornitori. Ciò mette anche a repentaglio la cooperazione globale, con un conseguente innalzamento dei prezzi e un’inferiore qualità per i consumatori. Huawei continuerà a fare tutto ciò che è in suo potere per fornire ai propri clienti i migliori servizi e soluzioni e ridurre al minimo l’impatto delle sanzioni statunitensi.  Ci aspettiamo che il governo italiano prosegua il suo processo di digitalizzazione sulla base di criteri di sicurezza obiettivi, indipendenti e trasparenti per tutti i fornitori, preservando la diversità e la concorrenza nel mercato. Confermiamo la nostra piena volontà di collaborazione con le autorità italiane e i nostri clienti per raggiungere i più alti standard di sicurezza IT in Italia e fornire le migliori soluzioni tecnologiche.

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Massimo Morandi

Giornalista, milanese, appassionato di tecnologia, dirige il mensile Cellulare Magazine dal 1998. Ama viaggiare, la buona cucina e il calcio.