confessione con lo smartphone

Il Vaticano dice no alla confessione con lo smartphone

Tocca al cardinale Penitenziere Maggiore, Mauro Piacenza fare chiarezza, in epoca di pandemia, sugli strumenti di cui i fedeli possono avvalersi per non allontanarsi dai riti della Chiesa. Una sorta di vademecum di quello che si può e non si può fare, soprattutto alla vigilia delle festività natalizie.

Una delle ipotesi più dibattute nelle ultime settimane riguardava infatti la possibilità di confessarsi via smartphone, per non dover affrontare i rischi di un’uscita.

Spiega il cardinale Piacenza che, sebbene la Chiesa, per gravi condizioni e con pazienti sul punto di morte possa impartire assoluzioni collettive, ad esempio all’ingresso di reparti ospedalieri, la confessione fatta con un sacerdote via smartphone non è valida.

“Possiamo affermare continua l’alto prelato – la probabile invalidità della assoluzione impartita attraverso tale mezzo. Manca infatti la presenza reale del penitente e non si verifica reale trasmissione delle parole della assoluzione.

Spetta però al vescovo diocesano, sempre secondo quanto dichiara Piacenza all’Osservatore Romano, determinare, nel territorio della propria circoscrizione ecclesiastica e relativamente al livello di contagio pandemico, i casi di grave necessità nei quali sia lecito impartire l’assoluzione collettiva: in questo caso, tuttavia, viene sottolineata l’accortezza di adoperare nei limiti del possibile e con le opportune precauzioni i mezzi di amplificazione della voce, perché l’assoluzione sia udita”.

Interessante anche l’interpretazione fornita con riguardo alla Santa Messa trasmessa in Tv. Piacenza conferma che non sostituisce quella vissuta tra i banchi di una chiesa: se non è possibile per un fedele recarsi alla santa Messa festiva viene meno l’obbligo senza che questo debba essere sostituito con altri strumenti surrogati, come la televisione. “Certamente se chi è impedito per valido motivo assiste alla celebrazione attraverso la televisione compie un atto pio e spiritualmente utile”.

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Massimo Morandi

Giornalista, milanese, appassionato di tecnologia, dirige il mensile Cellulare Magazine dal 1998. Ama viaggiare, la buona cucina e il calcio.