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Meta, Brera ed EssilorLuxottica: gli AI glasses rendono l’arte più accessibile a ciechi e ipovedenti

Tecnologia wearable e intelligenza artificiale entrano alla Pinacoteca di Brera con un obiettivo concreto: rendere la visita museale più autonoma e accessibile alle persone cieche e ipovedenti. Nasce così “Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo”, sperimentazione promossa da Meta, Pinacoteca di Brera ed EssilorLuxottica insieme ad Associazione Nazionale Subvedenti, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano. Il progetto sarà aperto al pubblico dal 13 ottobre 2026.

Si tratta di una delle prime sperimentazioni museali al mondo che utilizza gli AI glasses sviluppati da Meta ed EssilorLuxottica all’interno di un percorso specificamente dedicato alle persone con disabilità visiva. Un tema particolarmente rilevante in Italia, dove, secondo i dati riportati nel progetto, le limitazioni visive moderate o gravi interessano complessivamente il 18,6% della popolazione.

Gli AI glasses riconoscono l’opera e avviano l’audiodescrizione

La tecnologia viene integrata con l’app Grande Brera e con DescriVedendo, il percorso che da dieci anni rende alcune delle principali opere della Pinacoteca accessibili attraverso descrizioni costruite secondo un metodo specifico.

La sperimentazione riguarda otto capolavori della collezione. Per ciascuno sono disponibili tre tipi di contenuto: descrizione morfologica dell’opera, approfondimento storico-artistico e biografia dell’artista.

La novità è il modo in cui queste informazioni possono essere richiamate. Una volta davanti al dipinto, il visitatore può attivare direttamente dagli occhiali il riconoscimento dell’opera e ascoltare l’audiodescrizione attraverso gli speaker integrati nelle aste. Non è quindi necessario continuare a interagire con lo smartphone.

L’audio open-ear permette inoltre di ascoltare i contenuti senza isolarsi dall’ambiente circostante, mantenendo il contatto con lo spazio museale e con eventuali accompagnatori. Il percorso comprende anche brevi indicazioni di orientamento tra un’opera e l’altra.

Meta AI e Be My Eyes ampliano l’esperienza

Gli AI glasses non vengono utilizzati soltanto per avviare le descrizioni delle opere. Durante la visita è possibile accedere anche a Meta AI, utilizzando la voce per fare domande relative al contesto e all’ambiente circostante.

L’integrazione con Be My Eyes consente invece di entrare in contatto attraverso gli occhiali con volontari vedenti e operatori qualificati, ottenendo assistenza in tempo reale per l’orientamento o per altre esigenze pratiche. Il supporto può essere utilizzato non solo all’interno della Pinacoteca, ma anche durante il percorso per raggiungere il museo.

L’obiettivo non è quindi sostituire i contenuti culturali già disponibili, ma aggiungere un’interfaccia più naturale e hands-free che permetta al visitatore di scegliere autonomamente cosa ascoltare, quando farlo e come muoversi nell’esperienza.

Meta

Un progetto sviluppato insieme alle persone con disabilità visiva

La sperimentazione è stata costruita attraverso diverse fasi di confronto con associazioni ed enti rappresentativi delle persone cieche e ipovedenti, coinvolti direttamente nella verifica dell’esperienza.

È un approccio coerente con il principio “Nulla per noi senza di noi”, che da oltre dieci anni guida le attività della Pinacoteca di Brera in materia di accessibilità: le soluzioni destinate alle persone con disabilità vengono quindi sviluppate coinvolgendo direttamente chi dovrà utilizzarle.

«Le persone con disabilità visiva, oltre 1 milione in Italia, e in costante aumento per l’invecchiamento della popolazione, per avvicinarsi all’arte hanno da tempo potuto beneficiare di contenuti come quelli offerti dal metodo DescriVedendo, in grado di evocare attraverso una descrizione morfologica meticolosa, un’immagine mentale coerente con le opere esposte. Potersi oggi avvalere dell’integrazione con le nuove tecnologie, amplifica ulteriormente questa offerta di servizio, in una logica di reale inclusività», spiega Rosa Garofalo, Direttrice dell’Associazione Nazionale Subvedenti.

Brera diventa un laboratorio per l’accessibilità culturale

Per la Pinacoteca il progetto rappresenta un’ulteriore evoluzione di un percorso già avviato da tempo. «Rendere accessibile il patrimonio significa creare le condizioni perché ciascuno possa costruire il proprio rapporto con l’arte. DescriVedendo rappresenta da anni una parte importante del nostro impegno, e oggi possiamo arricchirlo di un’ulteriore possibilità, nata dall’incontro tra competenze culturali, tecnologia ed esperienza delle persone», sottolinea Angelo Crespi, Direttore Grande Brera e Cenacolo Vinciano.

Anche per Meta l’elemento centrale è la capacità della tecnologia di rispondere a necessità concrete. «Quando l’innovazione risponde a bisogni reali, può tradursi in valore concreto per la vita delle persone. La tecnologia esprime il suo massimo potenziale quando riesce a rendere le informazioni e le esperienze quotidiane più accessibili, naturali e immediate, come nel caso dei nostri AI glasses», afferma Maxine Williams, VP Accessibility di Meta.

Dal 13 ottobre la sperimentazione apre al pubblico

“Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo” sarà disponibile dal 13 ottobre 2026 presso la Pinacoteca di Brera, previa prenotazione. Gli AI glasses potranno essere utilizzati dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 16.30, contattando il servizio educativo del museo e indicando giorno, orario ed eventuali necessità specifiche.

L’iniziativa nasce come sperimentazione e non come punto d’arrivo. Brera diventa così un ambiente reale nel quale verificare quanto riconoscimento visivo, assistenti AI, audio open-ear e wearable possano effettivamente migliorare l’accesso al patrimonio culturale.

Dagli smart glasses a un nuovo modello di visita accessibile

L’aspetto più interessante del progetto non è l’utilizzo della tecnologia in sé, ma il modo in cui viene inserita nell’esperienza. Gli AI glasses non chiedono al visitatore di adattarsi a una nuova interfaccia complessa: riconoscono l’opera, restituiscono le informazioni attraverso l’audio e lasciano libere le mani, riducendo la mediazione dello smartphone.

È proprio questa naturalezza a mostrare uno dei possibili sviluppi più concreti degli smart glasses. Non soltanto dispositivo consumer o piattaforma per l’AI, ma strumento capace di eliminare una parte delle barriere che ancora limitano l’accesso alla cultura. Se la sperimentazione di Brera darà risultati positivi, il modello potrà offrire indicazioni utili anche per altri musei e luoghi culturali.

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