HomeSmartphoneNothing smentisce il ritiro da 12 mercati ma ammette tagli e riorganizzazione

Nothing smentisce il ritiro da 12 mercati ma ammette tagli e riorganizzazione

Nothing respinge le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su un possibile ritiro da 12 o più mercati globali. Dopo il report che ipotizzava un ridimensionamento internazionale del brand, sulla scia dell’uscita di OnePlus da Nord America ed Europa, è intervenuto Akis Evangelidis, cofondatore di Nothing, definendo la ricostruzione una “fake news”.

Secondo Evangelidis, Nothing non starebbe preparando un’uscita da diversi mercati, ma una riorganizzazione interna per affrontare la prossima fase di crescita. Il nuovo assetto prevederebbe business unit dedicate e l’accorpamento di alcuni Paesi in hub regionali, così da rendere la struttura più efficiente.

Tagli ridimensionati

Il report originale parlava di una riduzione del personale pari al 40%, con tagli ancora più pesanti nelle attività di ricerca e sviluppo: circa 50% in Cina e tra 30% e 40% a Londra.

Evangelidis ha ammesso che la riorganizzazione ha avuto un impatto su alcune posizioni, ma ha definito i numeri riportati “largamente esagerati”. Ha anche sottolineato che decisioni con effetti sulla vita professionale delle persone non vengono mai prese alla leggera.

La replica sui dati di vendita

Uno dei punti più contestati riguarda le vendite di Nothing Phone (4b). Il report sosteneva che il modello avesse raggiunto appena 20.000 unità dal lancio. Evangelidis ha invece dichiarato che il dispositivo ha venduto 29.537 unità nel solo primo giorno, segnando un record nel proprio segmento di prezzo.

Se il dato fornito dal manager fosse confermato, il report avrebbe sottostimato in modo significativo la performance iniziale del dispositivo.

Il report resta confermato dalla testata

La vicenda però non si chiude con la smentita. L’autore dell’articolo originale sostiene che Nothing avrebbe avuto una settimana di tempo per rispondere alle informazioni raccolte, ma che non avrebbe fornito una dichiarazione ufficiale né smentito i contenuti prima della pubblicazione.

La testata, quindi, mantiene la propria posizione e conferma la ricostruzione pubblicata.

Una fase delicata per i brand più piccoli

Al di là dello scontro tra fonti, il caso Nothing si inserisce in un contesto di mercato molto complesso. L’aumento dei prezzi delle memorie sta mettendo sotto pressione l’intera industria smartphone, ma l’impatto è più pesante per i marchi di dimensioni contenute e per chi compete soprattutto nelle fasce media ed entry-level, dove i margini sono già ridotti.

Nothing resta un brand molto visibile sul piano mediatico, ma ancora relativamente piccolo rispetto ai grandi produttori globali. Una riorganizzazione interna, anche senza un vero ritiro dai mercati, sarebbe quindi coerente con la necessità di controllare costi, semplificare le operazioni e concentrare le risorse dove il ritorno commerciale è più forte.

Per ora, l’unico dato certo è che Nothing nega l’uscita da 12 mercati e parla di una nuova fase organizzativa. Il resto resta terreno di confronto tra report giornalistici, dichiarazioni aziendali e numeri ancora da verificare.

Iscriviti alla nostra newsletter!

Articoli Correlati

Articoli Popolari

Recensioni

Articoli Correlati