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Samsung testa il Galaxy Watch per stimare il rischio di malattia renale cronica con l’intelligenza artificiale

Dall’ottobre 2026 il Seoul St. Mary’s Hospital sta conducendo una sperimentazione clinica su 50 partecipanti per valutare un’applicazione basata sull’intelligenza artificiale capace di stimare il rischio di malattia renale cronica. Il sistema combina informazioni provenienti dalle cartelle cliniche, risultati di test genetici e dati raccolti da un Samsung Galaxy Watch. Samsung Electronics figura tra i partner del progetto, che punta a verificare l’utilità di un monitoraggio più continuo rispetto alle sole rilevazioni cliniche effettuate in momenti specifici.

Il Galaxy Watch fornisce dati su attività, sonno e frequenza cardiaca

Gli smartwatch Galaxy dispongono già di funzioni dedicate alla salute, tra cui elettrocardiogramma, misurazione della pressione sanguigna e rilevamento dei sintomi dell’apnea notturna. La funzionalità renale, però, non può essere controllata direttamente dai sensori al polso, perché la sua valutazione richiede un esame del sangue. Proprio per questo, nello studio l’orologio non effettua diagnosi: raccoglie invece informazioni sullo stile di vita che vengono poi analizzate insieme ai dati clinici e genetici.

Il Seoul St. Mary’s Hospital ha annunciato mercoledì 4 novembre che la sperimentazione, iniziata a ottobre, utilizza un’applicazione di intelligenza artificiale per calcolare inizialmente il rischio di malattie renali sulla base delle cartelle cliniche e dei test genetici. A questo risultato vengono aggiunti i dati relativi ad attività fisica, sonno e frequenza cardiaca registrati dal Galaxy Watch. L’obiettivo è affrontare un limite dei modelli attuali, che spesso si basano su dati raccolti in un singolo momento, mentre il monitoraggio costante dei fattori di rischio richiede molto tempo agli operatori sanitari.

Studio su 50 persone e risultati attesi nella primavera 2027

I 50 partecipanti utilizzeranno l’applicazione e saranno seguiti per tre mesi. In seguito, i medici valuteranno la loro funzionalità renale attraverso esami del sangue e diagnostica per immagini. L’intero studio durerà sei mesi e analizzerà utilizzo, soddisfazione e utilità del servizio. Questi parametri permetteranno soprattutto di capire se i pazienti usano concretamente l’app, ma un campione di 50 persone osservato per sei mesi non può stabilire con certezza se il punteggio riesca a prevedere una patologia che normalmente evolve nell’arco di anni.

Secondo quanto comunicato dall’ospedale, il programma sta inoltre lavorando a un modello di intelligenza artificiale destinato a prevedere il rischio di cancro ai polmoni. Samsung, comunque, non ha annunciato l’arrivo di una funzione per la valutazione del rischio renale sui propri smartwatch. I Galaxy Watch vengono già impiegati in ambito medico per seguire pazienti con patologie renali: l’8 gennaio 2024 Samsung ha ampliato il programma Privileged Health SDK, un kit che consente ai partner sanitari di accedere ai sensori dell’orologio.

Tra questi partner c’è Kencor Health, che utilizza i dati del Galaxy Watch per monitorare e prevedere l’iperkaliemia, cioè un eccesso di potassio nel sangue, nei pazienti a cui è già stata diagnosticata una malattia renale cronica. Il servizio resta riservato al monitoraggio medico e non è disponibile al pubblico. Poiché la sperimentazione avviata a ottobre durerà sei mesi, i primi risultati non sono attesi prima della primavera del 2027.

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