Siamo entrati nella fase più elettrizzante della stagione, quella in cui ogni punto pesa il doppio e ogni scivolone può risultare fatale. A due giornate dal termine della Serie A 2025-2026, Inter e Napoli hanno già blindato i primi due posti – nerazzurri campioni d’Italia con 85 punti, azzurri secondi a 70 – ma dietro di loro si consuma una delle battaglie più avvincenti degli ultimi anni per i restanti due posti in Champions League. Quattro squadre ravvicinate tra loro, 180 minuti di calcio ancora da giocare: Juventus (68), Milan (67 punti), Roma (67) e Como (65) si giocano tutto in un finale di stagione che promette di tenere incollati gli appassionati fino all’ultima domenica di maggio.
Quello che rende questa volata particolarmente avvincente è la discontinuità mostrata da tutte le pretendenti nelle ultime settimane. Nessuna delle quattro ha saputo imprimere un’accelerazione decisiva: il Milan è caduto sia a Sassuolo che in casa con l’Atalanta, la Juventus ha faticato a battere un Verona già retrocesso, pareggiando la partita, ma nella giornata successiva è riuscita a vincere in casa del Lecce. La Roma invece, con il poker rifilato alla Fiorentina e con la rimonta negli ultimi minuti ai danni del Parma, è quella in maggiore ascesa. Con distacchi così ridotti tra le pretendenti, la situazione è così imprevedibile che anche i bookmaker faticano a trovare una favorita netta: per questo motivo potrebbe essere utile consultare attentamente le quote sulla Serie A per avere un quadro più chiaro di come i numeri raccontano questa stagione. Il calendario delle ultime tre giornate – contro avversari di diverso peso specifico – potrebbe ribaltare ogni gerarchia. Ecco la situazione squadra per squadra.
Juventus: Spalletti cerca la scintilla
La Juventus di Luciano Spalletti è la squadra più altalenante del lotto. Dopo una striscia positiva – tre vittorie consecutive tra aprile e inizio maggio contro Genoa, Atalanta e Bologna – i bianconeri si sono fermati due volte di fila: prima il beffardo 0-0 a San Siro contro il Milan, poi il deludente 1-1 casalingo con il già retrocesso Verona, salvati soltanto da un calcio di punizione nel finale. L’ultima partita però ha visto i bianconeri imporsi sul campo del Lecce per 1-0 con uno dei gol più veloci della storia della Serie A segnato da Vlahovic. Anche in questa occasione però la squadra non è riuscita a trovare la via per il secondo gol che avrebbe chiuso definitivamente la partita, nonostante i due gol annullati dal Var.
Spalletti ha individuato con chiarezza il problema: “Manca chi è bravo a giocare nello stretto sulla trequarti, ci troviamo in una zona paludosa davanti all’area”. Il rientro di Vlahovic da titolare rappresenta la principale risorsa da sfruttare nel rush finale. Il calendario bianconero è teoricamente abbordabile: Fiorentina in casa e il derby di Torino all’ultima. Due partite che, sulla carta, offrono l’opportunità di raccogliere i punti necessari per un posto in Champions.
Milan: il quarto posto traballa
Il Milan di Massimiliano Allegri è quella che ha deluso maggiormente i propri tifosi nell’ultimo periodo. La squadra ha visto sfumare il vantaggio di classifica che aveva ed è anche quella che preoccupa di più sul piano del momento. Il rendimento del girone di ritorno è stato tutt’altro che brillante: nelle ultime settimane i rossoneri hanno subito sonanti sconfitte (0-3 in casa contro l’Udinese, 0-1 dal Napoli) e il ko contro il Sassuolo e Atalanta hanno ulteriormente complicato la situazione.
A pesare anche le assenze: Modrić ha rimediato la frattura allo zigomo contro la Juventus e la sua stagione è di fatto terminata, privando Allegri del principale riferimento nella regia. Pulisic ha vissuto un 2026 condizionato da problemi fisici tra bicipite femorale e caviglia, mentre Leão è apparso spento, fischiato dal pubblico di San Siro e incapace di incidere. Il calendario non perdona: il 17 maggio il Milan giocherà in trasferta a Genova per disputare un match che vale già come spareggio europeo, poi chiusura casalinga col Cagliari. I sei punti da conquistare sembrano necessari per dormire sonni tranquilli, ma la forma attuale non garantisce nulla.
Roma: il momento migliore
La Roma di Gian Piero Gasperini è la squadra più in forma del momento, quella che sta spaventando le avversarie più di tutte. Il 4-0 rifilato alla Fiorentina all’Olimpico ma soprattutto la rimonta di personalità in casa del Parma lasciano ben sperare le sorti giallorosse.
Per la Roma, tornare in Champions League significherebbe interrompere un’assenza che dura da sette anni, dall’eliminazione agli ottavi di finale contro il Porto. Un obiettivo con un peso storico enorme, amplificato dal fatto che questa è la stagione del centenario del club. Il calendario, però, non regala nulla: il derby con la Lazio alla 37ª – partita ad altissima tensione emotiva che può valere l’intera stagione – e la chiusura contro il Verona già retrocesso. Gasperini ha trasformato la Roma in una macchina da gol nel momento decisivo, e questo potrebbe fare la differenza.
Como: la favola continua
Il Como di Cesc Fàbregas è, senza dubbio, la storia più bella di questa stagione. Una squadra che non ha mai partecipato a una competizione europea ufficiale in tutta la sua storia si ritrova, a due giornate dalla fine, a sognare la Champions League. Con 65 punti e un percorso fatto di gioco coraggioso e qualità tecnica superiore alla categoria, i lariani non smettono di stupire. Lo 0-0 in casa contro il Napoli e la vittoria con il Verona ha mantenuto vive le speranze, dimostrando carattere anche contro avversari di rango.
Il vantaggio del Como rispetto alle rivali è il calendario: nelle due giornate finali affronterà il Parma e la Cremonese, avversarie tutte abbordabili per una squadra con le qualità tecniche dei lombardi. L’uomo più in forma è Douvikas, riferimento offensivo implacabile, e la condizione atletica del gruppo appare superiore a quella di Milan e Juventus. Certo, la matematica impone realismo: per raggiungere il quarto posto servirebbero inciampi delle avversarie e vittorie consecutive. Ma in una stagione in cui i passi falsi si moltiplicano, niente è impossibile. La Serie A, che ormai si può guardare anche da dispositivi mobili e cellulari, ci ha già insegnato che le sorprese, in questi finali di stagione, sono sempre dietro l’angolo.


