Swappie raggiunge per la prima volta un EBITDA positivo, pari a 2,5 milioni di euro nell’esercizio 2025. Per l’azienda finlandese, specializzata nella vendita di dispositivi elettronici ricondizionati, si tratta di un passaggio importante: non solo un risultato finanziario, ma un segnale della crescente maturità del mercato dell’elettronica circolare.
Il dato arriva in un momento in cui il ricondizionato sta cambiando percezione. Non è più soltanto l’alternativa economica al nuovo, ma una scelta sempre più legata a qualità, affidabilità e sostenibilità. Nel 2025 Swappie ha venduto circa 650.000 dispositivi ricondizionati e ha registrato un aumento del valore medio degli ordini, segno che i consumatori sono più disposti a investire in prodotti di seconda mano purché garantiti e di qualità.
Il ricondizionato entra in una fase più matura
Il raggiungimento della redditività riflette, secondo Swappie, una maggiore solidità operativa e un miglioramento delle economie unitarie. Ma il punto più interessante è il cambiamento nella domanda: gli utenti non cercano solo il prezzo più basso, ma un’esperienza d’acquisto più vicina a quella del nuovo, con garanzie, controlli qualità e fiducia nella piattaforma.
“Il raggiungimento di un EBITDA positivo su base annua non è solo un traguardo finanziario, bensì una dimostrazione che i modelli di business circolari possono scalare in modo profittevole”, ha dichiarato Jussi Lystimäki, CEO di Swappie. “I consumatori scelgono il ricondizionato quando è conveniente, affidabile e di alta qualità”.
È una frase che sintetizza bene la nuova fase del mercato. Il ricondizionato non cresce più solo perché il nuovo costa tanto, ma perché sta costruendo un proprio standard di affidabilità.
Il nodo dei telefoni chiusi nei cassetti
Uno dei temi centrali resta l’approvvigionamento. Per vendere dispositivi ricondizionati serve una filiera capace di recuperare smartphone usati, valutarli, rigenerarli e rimetterli sul mercato. Nel 2025 Swappie ha rafforzato le operazioni Consumer-to-Business, cioè la vendita dei dispositivi usati direttamente alla piattaforma da parte dei consumatori.
Il potenziale resta molto ampio. Secondo dati Eurostat citati da Swappie, il 51% degli europei conserva ancora i vecchi smartphone in casa, mentre solo il 18% li vende o li regala e appena l’11% li ricicla. In Italia la situazione è simile, ma con una criticità ancora più evidente: il 49% della popolazione dichiara di conservare i vecchi device, mentre chi sceglie di rivenderli o regalarli è solo il 7%, uno dei tassi più bassi del continente.
Il mercato, quindi, ha ancora un enorme stock potenziale fermo nei cassetti. La sfida è trasformarlo in valore, sia economico sia ambientale.
Crescono vendite e valutazioni
Swappie osserva già un cambiamento nei comportamenti. Nel 2025 le vendite in piattaforma sono cresciute del 12% rispetto al 2024, mentre le richieste di valutazione dei dispositivi sono aumentate del 23% rispetto al 2023. Circa 250.000 persone hanno venduto il proprio telefono a Swappie nel corso dell’anno.
Sono numeri che indicano un passaggio culturale: sempre più utenti iniziano a considerare il vecchio smartphone non come un oggetto da dimenticare in un cassetto, ma come un bene con un valore residuo. La crescita delle valutazioni mostra proprio questo: il consumatore vuole sapere quanto vale il dispositivo, confrontare l’opportunità di rivenderlo e trasformare un oggetto inutilizzato in liquidità o in un nuovo acquisto.
Italia in forte crescita
Il mercato italiano mostra segnali particolarmente positivi per Swappie. Nel 2025 l’azienda ha quasi raddoppiato la propria redditività in Italia, con una crescita del 98% su base annua. È un dato che conferma la domanda crescente di dispositivi ricondizionati di alta qualità anche in un Paese dove, paradossalmente, molti utenti continuano a trattenere i vecchi smartphone invece di rimetterli in circolazione.
Ma dove sono avvenute le vendite di Swappie?: il 33% nel Nord Ovest, il 23% nel Nord Est, il 12% al Centro, il 12% al Sud e l’11% nelle Isole.
Una ricerca SWG per Swappie, condotta nel 2025 su un campione nazionale, mostra inoltre il rapporto sempre più emotivo degli italiani con lo smartphone: 1 italiano su 3 dichiara di sentirsi legato al proprio dispositivo, considerandolo più di un semplice strumento funzionale. Per il 70% aiuta a combattere la noia, mentre per il 56% contribuisce ad affrontare la solitudine.
Questo legame affettivo spiega in parte perché molti telefoni restino nei cassetti anche quando non vengono più usati. Ma evidenzia anche quanto sia importante costruire fiducia attorno alla rivendita e al ricondizionato: l’utente deve sentirsi sicuro non solo sul prezzo, ma anche sul processo.
Dall’iPhone agli iPad, poi gli AirPods
Swappie ha iniziato concentrandosi sugli iPhone, ma nel 2025 ha ampliato il portafoglio introducendo anche iPad ricondizionati. Per il 2026 l’azienda prevede l’ingresso in nuove categorie, a partire dagli AirPods, disponibili per il mercato italiano già da marzo.
L’obiettivo è allargare il concetto di elettronica ricondizionata oltre lo smartphone, mantenendo gli stessi standard di qualità e affidabilità. È un passaggio naturale: se il consumatore accetta l’idea di acquistare un iPhone ricondizionato, può essere più incline a fare lo stesso con tablet e accessori, soprattutto in un contesto di prezzi elevati per il nuovo.
“La performance che abbiamo registrato nel 2025 evidenzia la capacità di Swappie di coniugare crescita, sostenibilità e redditività, ponendo le basi per un’ulteriore espansione”, ha aggiunto Lystimäki. “Continueremo a concentrare i nostri sforzi nel rendere la tecnologia ricondizionata una scelta sempre più diffusa, unendo qualità, convenienza e fiducia per i consumatori”.
Un mercato che non può più essere considerato laterale
Il risultato di Swappie racconta una tendenza più ampia. Il ricondizionato sta uscendo dalla nicchia e inizia a comportarsi come un vero segmento industriale, con processi, controllo qualità, logistica, garanzie e modelli di business scalabili.
Per il consumatore, la leva resta evidente: accedere a dispositivi di qualità a un prezzo più contenuto. Per il mercato, però, la questione è più profonda. La vita utile degli smartphone può essere estesa, il valore residuo può essere recuperato e la filiera può diventare più efficiente.
Il dato dell’EBITDA positivo di Swappie non chiude il percorso, ma segna una tappa significativa: l’elettronica circolare può crescere e diventare redditizia. E nel momento in cui il nuovo continua a salire di prezzo, il ricondizionato di qualità diventa sempre meno una scelta di ripiego e sempre più una possibilità concreta per un pubblico mainstream.