TikTok

TikTok come Huawei, bandito dagli Stati Uniti. E ora cosa succede?

Gli strali di Donald Trump colpiscono anche TikTok, il social media cinese di proprietà di ByteDance, già minacciato nei giorni scorsi dall’amministrazione americana di rappresentare un pericolo per la sicurezza nazionale. Giovedì, la Casa Bianca ha emesso un ordine esecutivo che vieta a TikTok di fare affari con società statunitensi, proprio come accaduto ormai più di un ann fa a Huawei.

Nella disposizione, che diventerà effettiva fra 45 giorni, si afferma che “la diffusione negli Stati Uniti di applicazioni mobili sviluppate e di proprietà di società appartenenti alla Repubblica popolare cinese continua a minacciare la sicurezza nazionale, la politica estera e l’economia degli Stati Uniti“. È necessario agire per affrontare la minaccia rappresentata da un’applicazione mobile in particolare, TikTok“.

A seguito dell’ordine esecutivo, TikTok ha rilasciato un comunicato stampa in risposta alle affermazioni del governo degli Stati Uniti:

Siamo scioccati dal recente Ordine Esecutivo, emesso senza un giusto processo. Per quasi un anno, abbiamo cercato di impegnarci in buona fede con il governo degli Stati Uniti per fornire una soluzione costruttiva alle preoccupazioni espresse. Quello che abbiamo riscontrato invece è che l’Amministrazione non ha prestato attenzione ai fatti, ha dettato i termini di un accordo senza passare per procedure legali standard, e ha cercato di inserirsi nelle trattative tra imprese private.
Ci siamo messi a disposizione per lavorare con i funzionari per trovare una soluzione che potesse soddisfarre i nostri utenti, creatori, partner, dipendenti e la più ampia comunità negli Stati Uniti. Non c’è stato, e continua a esserci, alcun processo o rispetto della legge. Il testo della decisione indica chiaramente che si è fatto riferimento a “rapporti” generici e a timori che l’app “possa essere” utilizzata per campagne di disinformazione senza fornire alcuna prova di tali paure e preoccupazioni per la raccolta di dati che rappresenta lo standard del settore per migliaia di app mobili in tutto il mondo. Abbiamo chiarito che TikTok non ha mai condiviso i dati degli utenti con il governo cinese, né ha censurato i contenuti su sua richiesta… Abbiamo anche espresso la nostra disponibilità a perseguire una vendita completa dell’attività statunitense a una società americana.
…Perseguiremo tutti gli strumenti a nostra disposizione al fine di garantire che lo stato di diritto non venga disapplicato e che la nostra azienda e i nostri utenti siano trattati in modo equo, se non dall’amministrazione, dai tribunali statunitensi.

Insomma, la situazione è intricata, e molto più complessa di quello che può sembrare. Da un lato, infatti, c’è l’amministrazione Trump, che nel recente passato non sembra essersi preoccupata troppo delle aziende americane che hanno venduto i dati dei propri clienti: ricordiamo su tutti la faccenda che ha coinvolto praticamente tutti gli operatori mobili degli States che hanno venduto i dati sugli spostamenti dei propri utenti, risoltasi con una semplice multa da parte della FCC. Per non parlare della questione Facebook/Cambridge Analytica.

Dall’altro cìè il problema delle società cinesi che operano in condizione di non reciprocità rispetto a quelle straniere in Cina.

TikTok può anche alzare la voce, minacciare di rivolgersi ai Tribunali ma non può dimenticarsi che il suo Paese di provenienza, la Cina, ancora filtra e banna numerosi servizi americani, fra cui la Gmail, Google Maps e molti altri. Non proprio una condizione di vantaggio da cui partire per dimostrare la propria verginità, perlatro mai messa in discussione da prove provate.

C’è un irrisolto nodo politico fra Cina e Stati Uniti, di cui molte compagnie sono vittime. Finché non sarà risolto e finché la Cina non si aprirà a una maggiore democrazia, sarà difficile trovare un compromesso. Lo scontro, anzi, è destinato ad acuirsi e ad estendersi ad altre entità.

L’unica via di uscita, per non infilarsi in un tunnel senza uscita, sembra quella dell’acquisizione di TikTok da parte di un azienda americana. Microsoft è in attesa….

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Massimo Morandi

Giornalista, milanese, appassionato di tecnologia, dirige il mensile Cellulare Magazine dal 1998. Ama viaggiare, la buona cucina e il calcio.