Google ha presentato ufficialmente Pixel 11, Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL, i tre smartphone della nuova generazione destinati al mercato italiano. I prezzi partono rispettivamente da 999, 1.199 e 1.399 euro, sempre con 256 GB di spazio di archiviazione nella configurazione iniziale. L’aumento della memoria di base elimina dunque il taglio da 128 GB, ma porta anche la serie Pixel oltre una nuova soglia di prezzo. Le principali novità riguardano il processore Google Tensor G6, il comparto fotografico, la ricarica magnetica Pixelsnap e, sui due modelli Pro, il sistema luminoso HiLight. Google concentra una parte rilevante della comunicazione su Gemini Intelligence, ma non tutte le funzioni illustrate dall’azienda saranno disponibili in Italia al lancio. Il punto richiede attenzione, soprattutto perché alcune delle esperienze più elaborate dipendono dal Paese, dalla lingua, dall’età dell’utente e dai servizi collegati.

Pixel 11 cambia soprattutto fotocamere e memoria
Il modello di accesso alla gamma utilizza un display Actua OLED da 6,3 pollici, con risoluzione di 1.080 × 2.424 pixel, frequenza variabile tra 60 e 120 Hz e luminosità massima dichiarata di 3.000 nit. La protezione anteriore passa al Corning Gorilla Glass Victus 2. Il design conserva la barra fotografica orizzontale che identifica gli smartphone Google, ma la sua sporgenza risulta inferiore del 40% rispetto al precedente modello base, secondo i dati forniti dall’azienda. La struttura combina una cornice satinata, un retro in vetro lucido e una copertura edge-to-edge in vetro per la zona delle fotocamere. Le colorazioni previste sono verde pistacchio, rosa ibisco, viola glicine e nero ossidiana. Google dichiara inoltre la certificazione IP68 contro acqua e polvere. Come sempre, non si tratta di un’impermeabilità permanente: usura, cadute, riparazioni e smontaggio possono ridurre la protezione nel tempo. Pixel 11 integra 12 GB di RAM sia nella versione da 256 GB sia in quella da 512 GB. Lo spazio di archiviazione utilizza la tecnologia Zoned UFS nella configurazione superiore.



Pixel 11 Pro e Pro XL: due dimensioni, quasi la stessa dotazione
Pixel 11 Pro conserva il formato da 6,3 pollici, mentre Pixel 11 Pro XL adotta un pannello da 6,8 pollici. Entrambi utilizzano display Super Actua LTPO OLED con frequenza variabile da 1 a 120 Hz, luminosità HDR fino a 2.400 nit e picco dichiarato di 3.600 nit. Google afferma che il nuovo rivestimento offre una resistenza ai graffi più che doppia rispetto a Pixel 10 Pro. Anche in questo caso la copertura anteriore è in Gorilla Glass Victus 2, mentre il retro presenta una finitura opaca. Le colorazioni comunicate per il mercato italiano sono grigio nebbia, verde oliva, rosa opaco e nero ossidiana, quest’ultimo con cornice completamente opaca. Le configurazioni da 256 GB dispongono di 12 GB di RAM. I tagli da 512 GB e 1 TB passano invece a 16 GB di RAM e adottano l’archiviazione Zoned UFS. La differenza tra Pro e Pro XL riguarda soprattutto dimensioni, batteria e velocità di ricarica, mentre processore, fotocamere e funzioni software restano sostanzialmente comuni.
Pixel 11 riceve finalmente un sistema con tre fotocamere completo
Una delle modifiche più rilevanti interessa il comparto fotografico del Pixel 11. La fotocamera principale utilizza ora un sensore da 48 megapixel in formato 1/1,56 pollici, con apertura f/1,70 e stabilizzazione ottica ed elettronica. Google dichiara una sensibilità alla luce superiore del 56% rispetto al Pixel 10. Il dato deriva dai test interni dell’azienda e dovrà quindi trovare conferma nelle prove indipendenti.

La fotocamera principale è affiancata da un’ultragrandangolare da 13 megapixel, con campo visivo di 120 gradi, e da un teleobiettivo da 10,8 megapixel con stabilizzazione ottica e ingrandimento 5x. Il sistema supporta una qualità ottica alle focali equivalenti 0,6x, 1x, 2x, 5x e 10x, oltre al Super Zoom fino a 30x. La fotocamera anteriore utilizza un sensore da 10,5 megapixel, autofocus e campo visivo di 95 gradi. I video raggiungono la risoluzione 4K a 60 fotogrammi al secondo sia con le fotocamere posteriori sia con quella frontale.
I modelli Pro arrivano allo zoom 120x
Pixel 11 Pro e Pro XL utilizzano una fotocamera principale da 50 megapixel, con sensore da 1/1,3 pollici e apertura f/1,68. A questa si aggiungono un’ultragrandangolare da 48 megapixel, dotata di autofocus e funzione macro, e un teleobiettivo 5x da 48 megapixel con stabilizzazione ottica. Google ha aumentato le dimensioni del sensore del teleobiettivo e dichiara una sensibilità alla luce superiore del 30% rispetto alla generazione precedente. La modalità Ritratto supporta inoltre la focale 5x. Il nuovo Pro Zoom raggiunge i 120x attraverso una combinazione di ottica, stabilizzazione, fotografia computazionale e un modello generativo che opera sul dispositivo. La fotocamera conserva anche una versione dell’immagine senza l’elaborazione di Pro Zoom, così l’utente può confrontare i risultati. Google precisa che la funzione non è disponibile con tutte le fotocamere, le applicazioni o le modalità.
La fotocamera anteriore dei modelli Pro utilizza un sensore da 42 megapixel, autofocus e campo visivo di 103 gradi. Per i video, Pixel 11 Pro e Pro XL supportano registrazioni 4K fino a 60 fps e filmati 8K a 24 o 30 fps tramite Video Boost. La funzione Pro Stable Video applica una stabilizzazione aggiuntiva alle riprese in movimento, mentre la nuova Creator Suite riunisce teleprompter, controllo dei livelli audio, griglie per i social, cartelle e storyboard.
Pixel 11 Pro Fold completa la gamma internazionale
La famiglia comprende anche Pixel 11 Pro Fold, il pieghevole con display esterno Super Actua da 6,5 pollici e pannello interno Super Actua Flex da 8 pollici, entrambi con luminosità massima dichiarata di 3.600 nit. La dotazione include Tensor G6, coprocessore Titan M3, 16 GB di RAM e archiviazione da 256 GB, 512 GB oppure 1 TB. Sul retro trovano posto una fotocamera principale da 48 megapixel, un’ultragrandangolare da 10,5 megapixel e un teleobiettivo 5x da 10,8 megapixel, con Super Zoom fino a 30x. Il pieghevole supporta anche HiLight, ricarica magnetica Pixelsnap, certificazione IP68 e sette anni di aggiornamenti. Google dichiara oltre 24 ore di autonomia. Il Pixel 11 Pro Fold parte da 1.899 dollari negli Stati Uniti, ma non compare nella documentazione dedicata alla disponibilità italiana: al momento non risultano quindi comunicati prezzo e data di uscita per il nostro Paese.
Magic Capture, Camera Looks e Foto Notturna più rapida
La modalità Magic Capture registra un video e, nello stesso momento, acquisisce una serie di fotografie. Il software seleziona poi le immagini ritenute migliori e prepara una raccolta pronta per la condivisione. La funzione nasce soprattutto per bambini, animali, eventi sportivi e altre scene nelle quali il soggetto si muove rapidamente. Con Camera Looks è possibile scegliere un trattamento predefinito per colori, ombre e grana. A differenza di un semplice filtro applicato dopo lo scatto, il profilo interviene direttamente nella pipeline di elaborazione della fotocamera. I controlli possono inoltre essere personalizzati. L’utente può scegliere la modalità da mostrare all’apertura dell’app e collocare nel mirino le regolazioni usate più spesso. Pixel 11 Pro e Pro XL introducono anche Instant Night Sight, che riduce il tempo necessario per una fotografia notturna. Google parla di scatti fino a quattro volte e mezzo più rapidi rispetto alle serie Pixel 8, 9 e 10. La modalità opera a 12 megapixel e supporta le focali 0,5x, 1x, 2x, 5x e 10x, oltre alla fotocamera anteriore.
HiLight riporta una luce di notifica sui Pixel Pro
La novità più riconoscibile dei Pixel 11 Pro è HiLight, un sistema di LED colorati collocato intorno al flash della barra fotografica. Quando lo smartphone si trova con lo schermo rivolto verso il basso, HiLight può segnalare le chiamate dei contatti preferiti attraverso colori personalizzati. I LED mostrano inoltre diversi effetti luminosi quando Gemini ascolta una richiesta, la elabora o prepara la risposta. Le funzioni disponibili al lancio restano limitate a questi scenari. Google prevede di aggiungere in seguito altre notifiche, comprese quelle relative ai messaggi dei contatti preferiti, ma non ha indicato una data. HiLight resta esclusivo di Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL.
Tensor G6 punta su fotografia e intelligenza artificiale locale
Tutti e tre gli smartphone adottano Google Tensor G6. Secondo l’azienda, la CPU aggiornata permette una navigazione web più rapida del 25% e riduce del 15% i tempi di apertura delle applicazioni rispetto a Tensor G5. La TPU, cioè la parte del processore dedicata ai carichi di intelligenza artificiale, dispone del 50% di potenza di calcolo in più. Google dichiara elaborazioni AI sul dispositivo fino a 3,5 volte più rapide e, in determinati test interni, consumi fino a 3,5 volte inferiori. Si tratta di valori rilevati su dispositivi di pre-produzione e non ancora verificati attraverso benchmark indipendenti.
Tensor G6 gestisce il nuovo modello Gemini Nano, l’elaborazione fotografica, Instant Night Sight, Magic Capture e Pro Zoom. La documentazione ufficiale fornita al lancio non specifica però il processo produttivo del chip. Le precedenti indiscrezioni su un nodo a 2 nanometri non trovano quindi conferma esplicita nei materiali pubblicati da Google. Accanto al processore compare il nuovo coprocessore di sicurezza Titan M3. Google ha introdotto un avvio sicuro con crittografia progettata per resistere anche a futuri attacchi basati su computer quantistici. Questo non significa che lo smartphone sia immune da qualsiasi minaccia quantistica, ma che la catena di avvio adotta primitive crittografiche post-quantistiche.
Gli accessori e gli indossabili
Accanto agli smartphone, Google ha presentato anche Pixel Watch 5, disponibile nei formati da 41 e 45 millimetri. Lo smartwatch conserva il design circolare della generazione precedente, ma porta lo spazio di archiviazione a 64 GB e amplia l’integrazione con Gemini, che ora supporta alcune attività offline, suggerimenti contestuali e la creazione di quadranti personalizzati. Sul fronte della salute arrivano il rilevamento delle emergenze respiratorie e un’analisi mensile della qualità della respirazione durante il sonno, funzioni che non sostituiscono una diagnosi medica e la cui disponibilità può cambiare in base al Paese. Pixel Watch 5 sarà disponibile dal 20 agosto, con prezzi da 419 euro per il modello da 41 mm e da 449 euro per quello da 45 mm.
Google ha aggiornato i Pixel Buds Pro 2 con una colorazione verde oliva coordinata ai nuovi Pixel e con alcune funzioni software previste da settembre. Restano il chip Tensor A1, i driver da 11 millimetri, l’audio adattivo, la cancellazione attiva del rumore Silent Seal 2.0 e un’autonomia dichiarata fino a 30 ore con custodia e ANC attiva. L’aggiornamento introduce la Traduzione dal vivo, il controllo vocale delle impostazioni audio tramite Gemini e una maggiore integrazione con Pixel Watch: quando lo smartwatch rileva che l’utente si è addormentato, gli auricolari possono interrompere la riproduzione, disattivare i comandi touch e silenziare le notifiche. I Pixel Buds Pro 2 costano 249 euro in Italia.
Gemini Intelligence non sarà uguale in tutti i Paesi
Google presenta i Pixel 11 come smartphone progettati per Gemini Intelligence, un insieme di funzioni che collega il modello AI alle informazioni provenienti dalle applicazioni autorizzate dall’utente. Proactive Assistance può mostrare schede contestuali nelle conversazioni, recuperare dettagli relativi a voli e appuntamenti, suggerire informazioni su ristoranti e tessere fedeltà oppure proporre azioni sulla base del contenuto visualizzato. Negli Stati Uniti Gemini può anche cercare un ristorante tramite OpenTable o preparare un ordine Instacart a partire da una lista di Google Keep.
Queste funzioni, però, non risultano disponibili in Italia al lancio. La guida per recensori indica una prima disponibilità per account personali negli Stati Uniti, in Canada, Australia, Giappone, India, Singapore e Malesia. Altre esperienze analoghe sono previste nel Regno Unito e per alcuni account Google Workspace tramite Magic Cue.
Anche lingua, applicazioni collegate, tipo di account ed età possono incidere. Diverse funzioni richiedono almeno 18 anni e alcune dipendono da Gemini, Google AI Pro o servizi di terze parti. Non sarebbe quindi corretto considerare l’intero pacchetto AI immediatamente accessibile agli utenti italiani.
Tra le altre novità compare Rambler, una modalità di dettatura di Gboard che elimina esitazioni e parole riempitive, organizza il testo e accetta comandi vocali per modificare tono e struttura. Live Translate for Media può invece doppiare in tempo reale video e podcast riprodotti da applicazioni compatibili.
Google ha annunciato inoltre la compatibilità tra Quick Share e AirDrop, che permette di trasferire file tra Pixel e dispositivi iOS, iPadOS e macOS. La pagina ufficiale del Google Store include la funzione tra le caratteristiche della nuova generazione.
Batterie oltre i 4.800 mAh e ricarica Qi2.2
Pixel 11 utilizza una batteria con capacità tipica di 4.985 mAh, mentre Pixel 11 Pro e Pro XL passano rispettivamente a 4.850 e 5.115 mAh. Google dichiara più di 30 ore di autonomia per tutti e tre i modelli, ma il risultato effettivo dipenderà da rete, luminosità, fotocamere e funzioni AI. Pixel 11 e Pixel 11 Pro raggiungono il 55% della carica in circa 30 minuti con un alimentatore USB-C PPS da almeno 30 W. Pixel 11 Pro XL arriva invece al 75% con un caricatore da almeno 45 W. Secondo Google, 15 minuti possono fornire fino a 15 ore di autonomia sul modello XL. Tutta la gamma supporta la ricarica magnetica Pixelsnap con certificazione Qi2.2 fino a 25 W. Il caricatore non è incluso nella confezione, così come l’alimentatore da parete. Google fornisce soltanto il cavo USB-C. Gli smartphone debuttano con Android 17 e ricevono sette anni di aggiornamenti del sistema operativo, patch di sicurezza e Pixel Drop.
Prezzi e disponibilità in Italia
I preordini partono il 12 agosto, mentre la disponibilità nei negozi online e fisici è prevista dal 20 agosto. I rivenditori indicati da Google sono Google Store, Amazon, MediaWorld, Unieuro ed Euronics. Pixel 11 costa 999 euro nella versione da 256 GB ed è disponibile anche con 512 GB. Pixel 11 Pro parte da 1.199 euro, mentre Pixel 11 Pro XL parte da 1.399 euro. I due Pro arrivano fino a 1 TB. Presso Amazon, MediaWorld, Unieuro ed Euronics, Google indica una supervalutazione dell’usato di 200 euro per Pixel 11, 300 euro per Pixel 11 Pro e 400 euro per Pixel 11 Pro XL. Per quest’ultimo è previsto un ulteriore aumento di 100 euro se il dispositivo restituito è un Pixel. La promozione resta valida fino al 13 settembre, salvo requisiti, condizioni e valore effettivo del prodotto consegnato. Sul Google Store, fino al 1° settembre, la supervalutazione indicata è di 200 euro per Pixel 11 e 400 euro per Pixel 11 Pro e Pro XL. È previsto anche uno sconto per l’acquisto contestuale di Pixel Watch 5, ma la documentazione italiana non ne specifica l’importo.
Pixel Watch 5 parte da 419 euro nel formato da 41 millimetri e da 449 euro nella versione da 45 millimetri. Google Store, Unieuro, MediaWorld ed Euronics applicano una supervalutazione di 50 euro sull’usato fino al 1° settembre. Amazon vende lo smartwatch, ma non aderisce a questa specifica offerta trade-in.
La gamma internazionale comprende anche Pixel 11 Pro Fold. Il pieghevole compare nel catalogo globale di Google, ma non è presente nel documento con prezzi e disponibilità per l’Italia. Al momento del lancio non risultano quindi comunicati un prezzo italiano e una data di commercializzazione locale.

