Huawei

I servizi e le app di Google potrebbero arrivare presto sul Huawei Mate 30 Pro

Qualcosa si muove nel lungo stallo fra Huawei e l’amministrazione americana, fra il governo degli Usa e la Cina. La lunga (e un po’ stucchevole) partita a scacchi fra i potenti della Terra, che ha visto per parecchi mesi Huawei nel ruolo del vaso di coccio, potrebbe però essere giunta a un momento cruciale.

Secondo quanto riporta il New York Times, infatti, la situazione è più che mai “liquida” e potrebbe cambiare repentinamente da un momento all’altro. Così come starebbe cambiando qualcosa all’interno dell’amministrazione Trump che starebbe per rilasciare le prime licenze per consentire ad alcune società statunitensi di commerciare con Huawei.

Una cosa promessa da tempo, ma fino ad ora mai materializzatasi. Anzi, seppure la notizia non sia stata mai confermata dalle parti (ma neppure smentita…) pare che molte società Usa avessero fatto domanda per ottenere la concessione di licenze, ottenendo un parere negativo dal dipartimento del commercio statunitense.

Se però allarghiamo lo sguardo alla più complessa vicenda politica e allo scenario dei rapporti commerciali fra Usa e Cina, anch’essi in stallo, troviamo allora che la concessione delle prime licenze potrebbe svolgere un ruolo chiave nell’avvicinare le parti e nel favorire i nuovi colloqui che si terranno nei prossimi giorni. Certo, gli Stati Uniti hanno sempre giustificato le limitazioni imposte a Huawei con i rischi per la sicurezza nazionale, ma la sensazione è che anche in questo caso l’accusa, peraltro grave e mai chiaramente provata, rappresenti una ricca merce di scambio per arrivare ad ottenere un più favorevole accordo globale che regoli gli scambi commerciali fra le due super potenze.

Fino ad ora, pur in presenza del bando commerciale conseguenza dell’iscrizione del colosso cinese nella lista nera delle aziende che non possono intrattenere rapporti commerciali con le società americane, Huawei ha tenuto la barra ben diritta, continuando a delineare i propri target e a seguire le proprie strategie pur fra difficoltà crescenti. Se infatti nei primi mesi il colosso di Shenzen ha potuto continuare a lanciare dispositivi che avevano già ricevuto la certificazione di Google, ora si trova a dover fare i conti con il primo smartphone che invece non ha a bordo il PlayStore di Google e tutti i suoi servizi: il Mate 30 Pro.

Anche in questo caso l’azienda cinese non si è piegata in presenza delle difficoltà e ha addirittura scelto di presentare la gamma Mate 30 in Europa, a Monaco di Baviera, proprio in quel Vecchio Continente che rischia di vedere uno degli smartphone più potenti mai prodotti da Huawei, uscire zoppo, a causa della mancanza delle app di Google.

Al momento il telefono offre la versione Open Source di Google, cioè senza app. Ma non tutto è perduto. Anzi. Se i tentativi di avvicinamento fra le parti dovessero continuare non è per nulla escluso che Google potrebbe ricominciare a fornire a Huawei con decorrenza immediata certificazioni e servizi. La stessa Huawei ha più volte dichiarato di essere in grado di aggiornare il suo dispositivo in una notte, dotandolo di tutti i servizi che al momento mancano.

Se davvero arrivasse l’ok del governo americano a Google per tornare a trattare liberamente con Huawei, quello smartphone si trasformerebbe, sempre in una notte, in uno di più evoluti e potenti dispositivi attualmente sul mercato.

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Massimo Morandi

Giornalista, milanese, appassionato di tecnologia, dirige il mensile Cellulare Magazine dal 1998. Ama viaggiare, la buona cucina e il calcio.