iPhone Duo finisce sotto i ferri di iFixit e il risultato riserva qualche sorpresa. Il primo smartphone pieghevole di Apple ottiene un punteggio di 5 su 10 per la riparabilità, il migliore finora assegnato dal portale specializzato a un dispositivo foldable. Un risultato positivo, almeno rispetto alla concorrenza, che però convive con alcune criticità importanti, soprattutto nella struttura della cerniera e nella sostituzione del display interno.
Il teardown arriva in un momento particolarmente delicato, dopo le prime segnalazioni di schermi danneggiati a poche ore dall’acquisto. Proprio il meccanismo di apertura, al centro di diversi reclami, è stato quindi esaminato con particolare attenzione.
Riparabilità migliore dei Galaxy Z Fold
Secondo iFixit, Apple ha adottato diverse soluzioni che facilitano lo smontaggio e la sostituzione dei componenti. Il display esterno, per esempio, può essere rimosso senza particolari difficoltà utilizzando strumenti relativamente comuni per questo tipo di interventi. Anche diversi elementi interni risultano accessibili senza dover smontare gran parte dello smartphone.
Il confronto con Samsung è significativo: Galaxy Z Fold8 ha ottenuto 4 su 10, mentre il precedente Galaxy Z Fold7 si era fermato a 3 su 10.
Il punteggio di iPhone Duo è comunque provvisorio, perché iFixit deve ancora valutare la disponibilità effettiva dei ricambi. Inoltre, ottenere 5 su 10 non significa che il dispositivo sia semplice da riparare: intervenire sul display pieghevole e sulla cerniera resta un’operazione particolarmente complessa e costosa.
Due batterie che si rimuovono elettricamente
Tra le soluzioni più interessanti emerge il sistema utilizzato per rimuovere le due batterie interne.
Apple ha adottato una tecnologia di distacco elettrochimico dell’adesivo, che permette di liberare le celle applicando una bassa tensione elettrica agli appositi contatti. Nel teardown, iFixit mostra come sia possibile utilizzare anche una batteria da 9 volt per attivare il processo.
Questa soluzione riduce la necessità di esercitare forza meccanica sulle celle e semplifica una delle operazioni tradizionalmente più delicate nella manutenzione degli smartphone.
È un approccio che iFixit giudica particolarmente favorevole alla riparabilità e che potrebbe rappresentare un riferimento anche per altri produttori di dispositivi pieghevoli.
Il segreto del display che nasconde la piega
Un altro aspetto interessante riguarda il trattamento superficiale dello schermo interno. Osservando il pannello al microscopio, iFixit ha individuato una struttura nanotesturizzata opaca, progettata per disperdere i riflessi e rendere meno visibile la piega centrale.
La superficie presenta migliaia di minuscole irregolarità che modificano il comportamento della luce riflessa. A questa soluzione si aggiunge una particolare disposizione dei subpixel RGB, orientati con angolazioni differenti per contribuire a mascherare visivamente la zona di flessione.
La combinazione delle due tecnologie permette ad Apple di ridurre la percezione della piega senza eliminarla fisicamente. Una soluzione interessante soprattutto perché interviene sulla resa ottica del display, oltre che sulla struttura meccanica.
La cerniera resta il punto più delicato
È però proprio la cerniera a suscitare le maggiori perplessità. Il meccanismo è particolarmente articolato e comprende numerosi elementi mobili che devono coordinarsi durante ogni apertura e chiusura.
Le prime testimonianze degli acquirenti descrivono una dinamica ricorrente: la cerniera inizia a opporre una resistenza anomala, si avverte uno schiocco e sul display interno compaiono linee luminose permanenti.
Per approfondire il problema, iFixit ha ricostruito il funzionamento della cerniera attraverso immagini dello smontaggio, brevetti e scansioni tomografiche, confrontando la struttura con la posizione dei danni segnalati.
L’area più sospetta si trova vicino al passaggio del cavo flessibile e al supporto centrale della cerniera, dove diversi elementi strutturali si incontrano e modificano il sostegno offerto al display durante la flessione.
Una possibile spiegazione è che qualche componente mobile non rientri correttamente nella propria sede, causando una pressione anomala sul pannello. Anche il cavo flessibile, caratterizzato da una struttura simile a una fisarmonica, è stato preso in considerazione.
Si tratta comunque di ipotesi: iFixit non ha ancora identificato con certezza la causa delle rotture.
La polvere può raggiungere il meccanismo
Durante lo smontaggio è stato condotto anche un esperimento utilizzando polvere fluorescente per verificare dove possano infiltrarsi le particelle.
La maggior parte è stata fermata dalle barriere adesive che proteggono i componenti elettronici, ma una quantità è comunque riuscita a raggiungere le parti mobili della cerniera, provocando rumori durante il movimento.
Il risultato è stato migliore rispetto a quello osservato da iFixit su alcuni foldable concorrenti, ma conferma che la protezione delle componenti meccaniche rimane una sfida anche per Apple.
Questo test non dimostra che la polvere sia responsabile dei guasti segnalati dagli utenti, ma mette in evidenza un’ulteriore vulnerabilità potenziale del sistema di apertura.
Il vero problema è riparare lo schermo interno
Il giudizio finale di iFixit è quindi articolato. Apple ha realizzato un pieghevole più accessibile alla manutenzione rispetto ai concorrenti analizzati, soprattutto grazie alla facilità di rimozione del display esterno, delle batterie e di diversi componenti secondari.
La situazione cambia radicalmente quando occorre intervenire sulla cerniera o sul display interno. In questi casi lo smontaggio diventa molto più invasivo e il costo della riparazione può essere elevato: iFixit indica 999 dollari per la sostituzione dello schermo fuori garanzia.
Il teardown non dimostra che iPhone Duo presenti un difetto strutturale generalizzato, ma aiuta a capire perché le segnalazioni concentrate nella stessa zona del display meritino attenzione.
Per Apple il risultato è dunque doppio: un primo pieghevole progettato con alcuni accorgimenti interessanti per la riparabilità, ma anche un meccanismo centrale molto complesso, la cui affidabilità dovrà essere verificata nell’utilizzo quotidiano e nel lungo periodo.

