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iPhone Duo, problemi di produzione. Ecco perché l’esperienza di Samsung fa la differenza

Portare un pieghevole sul palco è una cosa, produrne milioni con qualità costante è un’altra. È questo il punto sollevato da alcuni recenti report sulla produzione di iPhone Duo, secondo cui Apple starebbe affrontando difficoltà proprio nella fase industriale del suo primo foldable.
Un report del 21 settembre parla di una resa di assemblaggio del dispositivo poco superiore al 60%, citando una fonte vicina alla supply chain di Foxconn. Altre indiscrezioni separate hanno segnalato problemi nella produzione delle cerniere e della backplate che supporta il display pieghevole.

Sono informazioni non confermate e il dato del 60% non significa che il 40% degli iPhone Duo destinati ai clienti sia difettoso. La resa produttiva indica piuttosto quanti dispositivi o componenti riescono a superare correttamente le diverse fasi di produzione rispetto al totale lavorato. Ma il tema mette in evidenza quanto sia complesso trasformare un progetto foldable sofisticato in un prodotto realizzabile su larga scala.

Il vero problema è far lavorare insieme cerniera, display e struttura

Nel mondo dei pieghevoli, la cerniera non può essere valutata isolatamente. Deve funzionare perfettamente insieme al pannello flessibile, ai supporti interni e alla scocca, mantenendo tolleranze molto ridotte.

È proprio qui che l’esperienza accumulata da Samsung diventa interessante. L’azienda ha iniziato a vendere il primo Galaxy Fold nel 2019 e, attraverso sette generazioni di Fold e Flip, ha progressivamente modificato cerniere, strutture del display e sistema di chiusura.

Il percorso della cerniera è emblematico: dal Hideaway Hinge del Fold 2, passando per l’abbandono degli ingranaggi sul Fold 4, fino al Flex Hinge del Fold 5, che ha permesso al dispositivo di chiudersi senza lasciare uno spazio evidente tra le due metà.

Ogni evoluzione non ha riguardato soltanto il design, ma anche la capacità di produrre quei componenti con precisione e ripetibilità.

Il TriFold ha alzato ulteriormente la complessità

Samsung ha poi trasferito questa esperienza su un progetto ancora più complesso come Galaxy Z TriFold, dove la presenza di una seconda cerniera aumenta ulteriormente le difficoltà di assemblaggio.

Nel processo produttivo del TriFold, le due cerniere di dimensioni differenti vengono assemblate attraverso sistemi automatizzati, mentre scanner laser 3D verificano la superficie del display.

Samsung utilizza inoltre scansioni CT per controllare il circuito flessibile prima che venga collegato allo schermo, mentre il pannello principale è stato sottoposto a 200.000 cicli di apertura e chiusura durante i test di durata.

Sono controlli difficili da percepire osservando una semplice scheda tecnica, ma sono proprio quelli che aiutano a intercettare problemi produttivi prima che il dispositivo venga completato.

Cosa significa questa esperienza per Galaxy Z Fold 8

Anche con il Galaxy Z Fold 8, Samsung ha continuato a lavorare su componenti e processi produttivi.

L’azienda afferma di aver eliminato circa 15 tipologie di componenti ausiliari e di averne accorpati altri, con l’obiettivo di ridurre peso e ingombri. Il risultato è un dispositivo più leggero e più facile da utilizzare, pur mantenendo un ampio display pieghevole.

Meno visibile, ma altrettanto importante, è il lavoro sui sottili supporti metallici posti sotto il display. Samsung ha modificato il processo produttivo per mantenerli perfettamente piatti e consentire un assemblaggio più preciso, contribuendo a ridurre ulteriormente lo spessore senza rinunciare al supporto strutturale del pannello.

Nessun confronto diretto sui rendimenti produttivi

Qui è importante fare una distinzione. Samsung non pubblica un dato direttamente confrontabile sulla resa di assemblaggio del Galaxy Z Fold 8, quindi non è possibile sostenere che abbia numericamente un vantaggio produttivo rispetto ad Apple.

Quello che si può osservare, però, è una lunga sequenza di affinamenti industriali accumulati nel tempo: cerniere, supporti del display, controlli dimensionali, test di resistenza e semplificazione dei componenti.

Apple, al contrario, sta affrontando per la prima volta la produzione su larga scala di un iPhone pieghevole.

Nei foldable l’esperienza industriale conta quanto le specifiche

Se i report sulla resa produttiva di iPhone Duo verranno confermati, il tema non sarà tanto stabilire quale pieghevole abbia il design migliore, quanto capire quanto rapidamente Apple riuscirà a portare il processo produttivo ai livelli di efficienza e consistenza richiesti da un prodotto di massa.

Samsung parte con diversi anni di esperienza, durante i quali ha trasformato i foldable da dispositivi sperimentali a prodotti più sottili, leggeri e pratici.

Per chi valuta un pieghevole destinato a essere utilizzato per diversi anni, quindi, chipset, fotocamere e spessore restano importanti, ma c’è un altro elemento meno visibile da considerare: quanto il produttore conosce davvero il processo industriale necessario per costruire quel dispositivo in modo affidabile, unità dopo unità.

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