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Meta annuncia nuove AI avanzate: ecco Muse Wonder e Wonder Full

Meta ha annunciato Muse Wonder e Muse Wonder Full, due nuovi modelli di intelligenza artificiale progettati per gli agenti AI, capaci di eseguire autonomamente attività complesse. Presentati il 12 ottobre, puntano a competere con le soluzioni più avanzate di OpenAI e Anthropic.

Dopo il debutto poco convincente di Llama 4 nel 2025, Meta cerca di recuperare terreno. I primi benchmark indipendenti sembrano promettenti: Muse Wonder Full si posiziona secondo, dietro Claude Opus 5.5.

Muse Wonder: disponibilità e funzionalità

Muse Wonder è già disponibile attraverso Meta Model API e Muse Code, l’assistente dedicato alla programmazione. La versione Full è invece riservata agli abbonati a Muse Code.

In futuro, i modelli arriveranno anche nell’app Muse, inizialmente per gli utenti paganti, e potrebbero essere integrati negli occhiali intelligenti di Meta. L’azienda prevede inoltre di utilizzarli per generare contenuti personalizzati e sviluppare modelli specializzati.

Le principali innovazioni riguardano due funzionalità:

  • Active Memory: conserva informazioni importanti tra conversazioni diverse, evitando di doverle ripetere.
  • Active Focus: permette all’agente di affrontare gli ostacoli sperimentando approcci alternativi e chiedendo chiarimenti prima di eseguire azioni significative.

Secondo Alexandr Wang, responsabile di Meta Superintelligence Labs, l’obiettivo è garantire una memoria persistente per giorni, settimane e mesi. Entrambi i modelli sono stati addestrati nel data center Prometheus di Meta.

Muse Wonder Full supera GPT-6 Astra nei test indipendenti

Meta dichiara prestazioni elevate nella programmazione e nei settori legale, finanziario e sanitario. Nel benchmark SWE-Marathon, dedicato ai progetti software di lunga durata, Muse Wonder Full raggiunge il 57,5%, contro il 46,3% di Claude Opus 5.5 e il 42,5% di GPT-6 Astra.

L’azienda cita inoltre FocusBench, che valuta la perseveranza degli agenti, e Harvey’s Legal Agent Benchmark, dedicato alla produzione di documenti giuridici. Questi risultati provengono però da test condotti direttamente da Meta. La classifica indipendente Artificial Analysis Index, basata su dieci prove, presenta risultati differenti:

  • Claude Opus 5.5: 58 punti.
  • Muse Wonder Full: 56 punti.
  • GPT-6 Astra: 53 punti.
  • Muse Wonder: 52 punti.
  • Muse Spark 1.3: 48 punti.

Muse Wonder Full conquista quindi il secondo posto, superando GPT-6 Astra ma rimanendo dietro Anthropic. La concorrenza continua intanto a intensificarsi, con il lancio di GPT-6 Sol da parte di OpenAI e l’arrivo di Large 4 di Mistral.

Meta non ha ancora chiarito se distribuirà pubblicamente i pesi di Wonder, necessari per eseguire autonomamente il modello. Wang ha comunque ribadito ad Axios l’impegno dell’azienda verso l’open source.

Privacy e sicurezza: restano alcune incognite

L’autonomia degli agenti AI comporta nuove sfide per la protezione dei dati personali. Muse potrebbe infatti accedere a messaggi, calendari e documenti privati per svolgere le attività richieste.

Meta sostiene di aver introdotto protezioni avanzate contro istruzioni dannose, attacchi informatici e minacce chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari (CBRN). Alcuni utenti hanno tuttavia denunciato sui social accessi apparentemente non autorizzati ai propri messaggi. Secondo Alexandr Wang, in alcuni casi il consenso sarebbe stato concesso precedentemente e poi dimenticato.

Per il momento, Muse Wonder rimane destinato soprattutto agli sviluppatori e agli abbonati. Meta promette un rapporto completo sulla sicurezza a breve, ma non ha ancora comunicato quando Muse Wonder sarà disponibile gratuitamente per tutti gli utenti.

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