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OpenAI presenta GPT-5.6-Cyber per i difensori verificati

OpenAI amplia Daybreak, il programma che permette a professionisti e organizzazioni approvati di accedere alle capacità informatiche più avanzate dei suoi modelli, e presenta GPT-5.6-Cyber. Il nuovo modello è stato addestrato per attività specialistiche come la ricerca delle vulnerabilità zero-day, lo sviluppo controllato di catene di exploit e la verifica della sicurezza dei sistemi. Non si tratta, però, di un modello accessibile liberamente. GPT-5.6-Cyber sarà disponibile attraverso Daybreak Red, il livello più ristretto del programma, riservato a ricercatori ed esperti che operano su sistemi propri o per i quali dispongono di un’autorizzazione esplicita.

La compagnia ha inoltre annunciato l’espansione del Daybreak Cyber Partner Program, attraverso il quale aziende di sicurezza informatica e fornitori di servizi potranno integrare i modelli OpenAI nei propri prodotti, nei servizi gestiti e nelle attività svolte per i clienti. La novità interessa partner come Accenture, IBM, Cisco, Cloudflare, CrowdStrike e Palo Alto Networks.

Daybreak Blue e Daybreak Red: cosa cambia

La nuova organizzazione del programma prevede due livelli di accesso, pensati per attività con rischi e requisiti differenti. Daybreak Blue rappresenta il punto di partenza consigliato da OpenAI per la maggior parte dei professionisti della sicurezza. Offre accesso a modelli generalisti come GPT-5.6 Sol, ma con misure calibrate per attività difensive autorizzate. Tra gli impieghi previsti rientrano la ricerca e la classificazione delle vulnerabilità, la revisione sicura del codice, l’analisi dei malware in ambienti controllati, la risposta agli incidenti, la progettazione dei sistemi di rilevamento e la validazione delle patch.

Nei servizi normalmente disponibili, OpenAI applica controlli di sistema che analizzano le richieste relative alla cybersecurity. Questi filtri servono a limitare gli abusi, ma possono bloccare anche attività legittime. Daybreak Blue riduce parte di queste restrizioni per gli utenti approvati, senza eliminare le regole d’uso, i controlli sugli account e il monitoraggio. Daybreak Red concede invece l’accesso a modelli addestrati per attività cyber specifiche, tra cui GPT-5.6-Cyber. Il livello comprende la riproduzione controllata delle vulnerabilità, la creazione e la validazione dei proof of concept, i test di penetrazione, il red teaming e l’analisi di sistemi complessi.

L’approvazione per Daybreak Blue non garantisce l’accesso a Daybreak Red. Quest’ultimo richiede una procedura separata, legata all’identità del richiedente, all’organizzazione o al workspace utilizzato, al modello richiesto e al tipo di attività prevista. Le indicazioni ufficiali di OpenAI precisano inoltre che i modelli devono essere impiegati soltanto su sistemi posseduti dall’utente o sottoposti a test con un’autorizzazione esplicita.

Cosa significa realmente il dato del 95%

Uno dei numeri centrali dell’annuncio riguarda l’Advanced Cybersecurity Completion Rate, una valutazione interna creata da OpenAI per misurare la disponibilità dei modelli a rispondere a richieste cyber considerate avanzate e ad alto rischio. Il test comprende scenari relativi allo sviluppo di catene di exploit, all’aggiramento dei sistemi di autenticazione, all’escalation dei privilegi e ad altre operazioni che possono avere un utilizzo sia difensivo sia offensivo. Secondo i risultati pubblicati da OpenAI, GPT-5.6-Cyber completa il 95% delle richieste incluse nella valutazione. GPT-5.6 Sol, nella configurazione standard, si ferma all’1,5%, mentre con Daybreak Blue raggiunge il 2%. Il precedente GPT-5.5-Cyber arriva invece al 57,3%. Il dato richiede una distinzione importante. Il 95% non indica che GPT-5.6-Cyber riesca a sviluppare correttamente il 95% degli exploit, né che sia capace di compromettere il 95% dei sistemi sottoposti al test. La valutazione misura soprattutto la frequenza con cui il modello accetta la richiesta e produce una risposta, anziché opporre un rifiuto per ragioni di sicurezza.

OpenAI ha introdotto questa valutazione dopo le segnalazioni dei ricercatori, che avevano riscontrato numerosi rifiuti anche con GPT-5.5-Cyber. Il risultato dimostra quindi che GPT-5.6-Cyber è molto più permissivo nei contesti approvati, ma non permette, da solo, di stabilire la qualità o l’efficacia delle risposte. La stessa azienda precisa che il test è interno e che tutti i modelli sono stati valutati con il livello di ragionamento pubblico più elevato. GPT-5.6-Cyber tende inoltre a utilizzare un numero maggiore di token rispetto a GPT-5.6 Sol, fattore che può incidere sul confronto.

Il modello non supera GPT-5.6 Sol in ogni valutazione

I risultati pubblicati descrivono un modello specializzato, ma non superiore a GPT-5.6 Sol in qualsiasi attività. Su ExploitGym, una valutazione che verifica se un agente riesca a trasformare vulnerabilità note in exploit funzionanti all’interno di ambienti controllati, GPT-5.6-Cyber ottiene risultati migliori rispetto a GPT-5.6 Sol e GPT-5.5-Cyber. Il nuovo modello ottiene prestazioni migliori anche in un test interno dedicato alla scoperta delle zero-day e alla corretta classificazione della loro gravità. In questa prova, al sistema viene fornita la versione corrente di un progetto open source e viene richiesto di trovare vulnerabilità, sviluppare un proof of concept e preparare la relativa documentazione tecnica.

Il quadro cambia nella valutazione interna Vulnerability Discovery and Report Writing, che prende in esame anche la qualità del rapporto prodotto dal modello. GPT-5.6-Cyber ottiene un risultato inferiore rispetto a GPT-5.6 Sol. OpenAI attribuisce la differenza alla tendenza del modello specializzato a produrre rapporti più brevi e meno dettagliati. Anche su ExploitBench, che misura la capacità di trasformare una vulnerabilità di V8 in un exploit completo con le protezioni del sandbox ancora attive, GPT-5.6 Sol con Daybreak Blue risulta più efficiente e ottiene il risultato migliore nella configurazione standard da 300 passaggi. Se il limite sale a 600 passaggi, la differenza tra i due modelli si riduce.

GPT-5.6-Cyber appare quindi ottimizzato soprattutto per le attività nelle quali i tradizionali controlli di sicurezza dei modelli possono impedire a un ricercatore autorizzato di proseguire. Non sostituisce necessariamente GPT-5.6 Sol per la revisione generale del codice, la preparazione dei rapporti o ogni tipo di analisi difensiva.

Le vulnerabilità scoperte nel motore V8 di Chrome

OpenAI ha utilizzato GPT-5.6-Cyber anche per esaminare V8, il motore JavaScript adottato da Google Chrome. Secondo quanto riferito dalla compagnia, il modello ha contribuito a individuare due vulnerabilità fino a quel momento sconosciute, che avrebbero potuto essere combinate per alterare la memoria ed eludere l’heap sandbox di V8. I ricercatori di OpenAI hanno verificato i risultati e segnalato i problemi a Google attraverso una procedura coordinata di divulgazione. Una delle vulnerabilità è stata classificata come CVE-2026-15903 e corretta nella versione 150.0.7871.128 di Chrome. Il problema riguardava il compilatore ottimizzato di V8, che in alcune condizioni poteva saltare un controllo di sicurezza durante la conversione dei valori in numeri interi. Un valore anomalo usato come indice di un array poteva provocare letture o scritture fuori dai limiti previsti.

La documentazione del National Vulnerability Database classifica la vulnerabilità come un problema di gravità elevata e conferma la possibilità di eseguire codice arbitrario all’interno del sandbox attraverso una pagina HTML appositamente preparata. Anche le note di sicurezza di Chrome attribuiscono la scoperta a OpenAI Codex Security.OpenAI dichiara di aver utilizzato il modello anche per trovare almeno cinque vulnerabilità in un sistema operativo mobile, tre problemi critici in un database e oltre 400 possibili percorsi di escalation dei privilegi nel kernel di un sistema operativo. I progetti coinvolti non sono stati ancora indicati. La compagnia afferma di aver avviato le procedure di segnalazione e correzione con i partner Daybreak e le comunità open source. Questi risultati, al momento, derivano soltanto dalle informazioni pubblicate da OpenAI e non possono essere verificati in modo indipendente.

Accesso controllato e misure di sicurezza

L’accesso a Daybreak è riservato a persone e organizzazioni sottoposte a verifica. I controlli comprendono la conferma dell’identità, misure di sicurezza per gli account, monitoraggio delle attività, limiti sugli utilizzi consentiti e dichiarazioni legali. Dal 1° settembre 2026, OpenAI richiederà inoltre a tutti gli account individuali ammessi a Daybreak di adottare una chiave di sicurezza hardware. La compagnia raccomanda l’impiego dei modelli in ambienti isolati, senza accesso diretto a sistemi di produzione, credenziali sensibili o reti estranee all’attività autorizzata. Per le operazioni eseguite tramite Codex, OpenAI invita gli utenti Daybreak ad adottare la modalità di revisione automatica delle azioni che richiedono permessi elevati. Restano necessari la supervisione umana, la definizione preventiva del perimetro del test e l’uso di autorizzazioni limitate allo stretto necessario.

Secondo la scheda tecnica ufficiale, GPT-5.6-Cyber dispone di una finestra di contesto da 400.000 token e può produrre fino a 128.000 token in uscita. L’accesso tramite API richiede un’approvazione separata. Il prezzo indicato è di 12,50 dollari per un milione di token in ingresso e 75 dollari per un milione di token in uscita.

Il Daybreak Cyber Partner Program

OpenAI punta a estendere queste capacità anche alle organizzazioni che non intendono creare e gestire direttamente un programma dedicato all’intelligenza artificiale applicata alla cybersecurity. Attraverso il Daybreak Cyber Partner Program, i partner approvati potranno usare Daybreak Blue o Daybreak Red nei prodotti di sicurezza, nei servizi gestiti e negli incarichi svolti direttamente per i clienti.

Tra le aziende indicate da OpenAI figurano Accenture, IBM, Capgemini, Cognizant, EY, KPMG, PwC, NCC Group e SpecterOps. L’elenco dei partner tecnologici comprende Palo Alto Networks, CrowdStrike, Cisco, Sophos, Akamai, Fortinet e Cloudflare. L’accesso al modello resta sotto il controllo del partner approvato e non viene trasferito direttamente al cliente. In base al tipo di incarico, le misure possono comprendere la verifica dell’identità, la definizione del perimetro del test, la registrazione delle attività, il monitoraggio e la supervisione umana.

GPT-5.6-Cyber resta sotto la soglia Critical

OpenAI ha valutato GPT-5.6-Cyber secondo il proprio Preparedness Framework, il sistema adottato per classificare le capacità potenzialmente pericolose dei modelli. Il risultato colloca GPT-5.6-Cyber al livello High per le capacità informatiche, ma sotto la soglia Critical. La stessa classificazione era stata assegnata a GPT-5.6 Sol. Secondo OpenAI, il modello specializzato mostra progressi nelle attività per le quali ha ricevuto un addestramento specifico, ma non abbastanza da raggiungere il livello superiore.

La compagnia pubblicherà in seguito una system card completa con ulteriori valutazioni. Fino ad allora, gran parte dei dati disponibili proviene da benchmark interni e dalle prove descritte dalla stessa OpenAI. La novità principale non riguarda soltanto le capacità del modello, ma la scelta di ridurre in modo significativo i rifiuti su richieste cyber ad alto rischio all’interno di un sistema di accesso verificato, limitato e sottoposto a controllo.

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