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Smartwatch e salute, più di un italiano su due vuole monitorare la pressione dal polso

Secondo un’indagine AstraRicerche per Huawei, l’80,6% degli intervistati considera gli smartwatch strumenti importanti per il benessere quotidiano. Cresce l’interesse per il controllo della pressione arteriosa, anche durante il sonno.

Gli smartwatch non servono più soltanto a contare i passi, registrare gli allenamenti o visualizzare le notifiche dello smartphone. Per un numero crescente di italiani sono diventati strumenti utili per conoscere meglio il proprio stato di salute e tenere sotto controllo alcuni parametri fisiologici nel corso della giornata. A confermarlo è l’indagine Italian Heart Behavior Survey, realizzata da AstraRicerche per Huawei in occasione del lancio del nuovo Huawei Watch D3, che mette in evidenza soprattutto il crescente interesse verso il monitoraggio della pressione arteriosa.

Secondo la ricerca, l’80,6% degli intervistati attribuisce agli smartwatch un ruolo importante nella gestione del benessere complessivo, andando oltre il loro utilizzo tradizionale come dispositivi per il fitness. Tra i parametri che gli italiani vorrebbero poter controllare dal polso, la pressione arteriosa è al primo posto, indicata dal 56,4%, seguita dalla saturazione dell’ossigeno nel sangue, con il 34,9%.

Stress, cambi di stagione e sonno: quando cresce l’attenzione alla salute

L’indagine analizza anche le situazioni nelle quali le persone avvertono maggiormente la necessità di verificare i propri parametri corporei.

Al primo posto figurano i periodi di caldo intenso, citati dal 39,3% degli intervistati, seguiti dalle fasi di forte stress lavorativo o personale, con il 36,4%. I cambi di stagione vengono invece indicati dal 15,7%, a conferma di come le variazioni climatiche possano contribuire a richiamare l’attenzione sul proprio benessere cardiovascolare.

Un altro dato interessante riguarda la percezione dei rischi. Secondo la ricerca, oltre la metà degli intervistati ritiene erroneamente che eventuali alterazioni della pressione o della circolazione siano sempre accompagnate da sintomi riconoscibili. Il 29,3% associa inoltre la sensazione di sentirsi bene alla convinzione di avere parametri nella norma.

In realtà, la pressione alta può essere presente anche in assenza di disturbi evidenti, motivo per cui le misurazioni periodiche rappresentano uno strumento importante di prevenzione.

Il rapporto tra sonno e salute cardiovascolare appare invece ancora poco considerato. Soltanto il 14,2% degli italiani intervistati prenderebbe in considerazione una misurazione della pressione dopo una notte di scarso riposo.

Eppure, proprio i valori registrati durante il sonno possono fornire informazioni utili sulle variazioni pressorie che non emergono attraverso le misurazioni effettuate durante il giorno.

Non sorprende quindi che il 57,5% dei medici coinvolti nell’indagine consideri utile la raccolta automatica di dati attraverso dispositivi indossabili durante il riposo notturno.

Non basta una singola misurazione: conta soprattutto l’andamento nel tempo

Uno dei risultati più significativi della ricerca riguarda il valore attribuito alla continuità delle rilevazioni.

L’88% dei medici intervistati considera utili le informazioni raccolte nel tempo, comprese le variazioni nell’arco della giornata e la regolarità dei valori, mentre soltanto il 14% indica come sufficientemente informative le misurazioni isolate.

Il problema è che molte persone non conservano uno storico dei propri parametri. Secondo l’indagine, il 52,5% di chi misura la pressione non annota i risultati, mentre oltre un quarto utilizza ancora registrazioni cartacee.

È proprio in questo ambito che uno smartwatch può offrire un vantaggio pratico: organizzare automaticamente le informazioni, visualizzare grafici e rendere più semplice il confronto tra misurazioni effettuate in momenti differenti.

Il dato tecnologico, naturalmente, non sostituisce l’interpretazione medica, ma può aiutare a ricostruire un quadro più completo da condividere con il professionista sanitario.

Huawei Watch D3: la pressione si misura anche durante la notte

La ricerca accompagna il lancio di Huawei Watch D3, lo smartwatch con il quale il produttore cinese punta soprattutto sul monitoraggio della pressione arteriosa.

A differenza dei comuni smartwatch che si limitano a rilevare frequenza cardiaca e ossigenazione del sangue attraverso sensori ottici, Watch D3 integra un sistema di misurazione oscillometrico con un piccolo cuscinetto gonfiabile incorporato nel cinturino.

Il dispositivo può effettuare misurazioni della pressione sistolica e diastolica e supporta un programma di monitoraggio ambulatoriale nelle 24 ore, con rilevazioni a intervalli prestabiliti anche durante il sonno.

Lo smartwatch permette inoltre di verificare la pressione prima e dopo l’attività fisica, mentre la funzione Health Glance raccoglie fino a 11 indicatori relativi al benessere, tra cui frequenza cardiaca e altri parametri fisiologici.

La dotazione comprende un display AMOLED da 1,92 pollici e una struttura spessa 11,3 millimetri, progettata per rendere più agevole l’utilizzo quotidiano e notturno.

È importante precisare che il monitoraggio pressorio nelle 24 ore non equivale a una misurazione continua istante per istante: il dispositivo effettua rilevazioni periodiche secondo un programma impostato. Inoltre, i risultati devono essere interpretati correttamente e non utilizzati autonomamente per formulare diagnosi o modificare terapie.

Il quadro che emerge dalla ricerca è quello di un interesse sempre maggiore verso dispositivi capaci di accompagnare le persone nella gestione quotidiana della salute. La vera utilità degli smartwatch, però, non risiede soltanto nel numero di parametri misurabili, ma nella possibilità di raccogliere informazioni attendibili, conservarle nel tempo e utilizzarle con maggiore consapevolezza.

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