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Whatsapp, spunta verde per i profili verificati

Quando Mark Zuckerberg decise di acquistare Whatsapp per 19 miliardi di dollari furono in molti a storcere il naso. Perché spendere così tanti soldi per un’app (peraltro simile a Messenger di Facebook) per poi renderla anche gratuita? La risposta è arrivata in questi giorni. Il popolare servizio di messaggistica istantanea al mondo sta infatti per introdurre la “spunta verde” per i profili verificati.

Whatsapp: i profili verificati

Ma che cosa sono esattamente? Si tratta di profili “aziendali” controllati dall’app di messaggistica per evitare fake che potranno dialogare ed essere inseriti nei normali gruppi degli utenti. Una sorta di profilo istituzionale che potrà confrontarsi con gli utenti, fornire assistenza e, naturalmente, inviare messaggi pubblicitari mirati. Il nome che l’utente visualizzerà tra le chat sarà quello che l’azienda ha scelto per utilizzare questo nuovo mezzo di comunicazione, mentre se il numero di telefono associato era già stato salvato sul dispositivo l’identificativo che comparirà sarà quello salvato.

Whatsapp: un bacino di utenti immenso

Insomma, come ampiamente previsto, la pubblicità pagherà i conti di Zuckerberg. 1,3 miliardi di utenti attivi ogni mese sono una manna per qualsiasi campagna marketing digitale, un platea immensa a cui suggerire servizi e prodotti. Molto però dipenderà dai limiti e dalla discrezione delle aziende. Inserirsi in maniera invasiva in un “tempio digitale” dove fino ad oggi la pubblicità era esclusa sarebbe un errore fatale. Molto più probabile un avvio soft, giusto per tastare il terreno e poi decidere cosa fare. Rimane infatti la possibilità di bloccare i numeri di telefoni molesti, a maggior ragione quelli delle aziende supereranno i limiti.

Christian Boscolo

Christian Boscolo "Barabba" lavora come giornalista da quasi 20 anni. È stato redattore di K PC Games dove ha recensito i migliori giochi per PC per poi approdare alla tecnologia nel 2005. Tra le sue passioni, oltre ai videogiochi, il calcio e i buoni libri, c'è anche il cinema. Ha scritto perfino un libro fantasy: Il torneo del Mainar