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Come funziona il MePA per i lavori pubblici

Che cosa deve fare un’impresa edile per ricevere e accettare le richieste d’offerta dei comuni sulla piattaforma di Consip

Una mattina il titolare di una piccola impresa edile trova nella posta elettronica l’avviso che il comune vicino gli chiede un preventivo per rifare i servizi igienici della scuola elementare. Non deve consegnare nessuna busta all’ufficio protocollo, perché la richiesta è partita dal MePA, il mercato elettronico della pubblica amministrazione gestito da Consip, ed è lì che va data la risposta.

Sul portale acquistinretepa.it comuni, scuole e aziende sanitarie scelgono le imprese da invitare fra quelle iscritte, e per i lavori la piattaforma, partita nel 2016 con la sola manutenzione, oggi comprende ogni tipo di opera pubblica. Chi vuole ricevere richieste come quella della scuola deve prima registrarsi e poi ottenere l’abilitazione al bando Lavori.

Registrazione e abilitazione, i due passaggi iniziali

La registrazione richiede pochi minuti, dal momento che il portale riconosce l’utente con SPID, la carta d’identità elettronica o la Carta nazionale dei servizi. L’abilitazione deve chiederla invece il legale rappresentante dell’impresa, munito di firma digitale e casella di posta elettronica certificata, che nella domanda dichiara di non trovarsi in nessuna delle situazioni che escludono dagli appalti e si impegna a tenere aggiornati i dati finché l’impresa resta iscritta.

Possono abilitarsi anche le imprese senza attestazione SOA, come spiega la pagina di Acquisti in rete PA sull’estensione del MePA a tutti i lavori pubblici, e per le ditte artigiane che vivono di piccole manutenzioni vuol dire poter ricevere le richieste degli enti della zona per i lavori più piccoli.

Quali categorie indicare nella domanda

Il punto della domanda che chiede più attenzione è la scelta delle categorie, perché da lì dipende quali richieste arriveranno all’impresa. Il bando Lavori riprende le categorie dell’attestazione SOA, divise fra opere generali, con la sigla OG, e lavorazioni specializzate, con la sigla OS, e quando un comune deve restaurare un edificio storico o rifare un impianto elettrico invita le imprese abilitate alla categoria corrispondente. Chi dimentica una specializzazione che pratica ogni giorno, di conseguenza, non compare quando un’amministrazione cerca proprio quella, anche perché le definizioni ufficiali usano parole diverse da quelle con cui un artigiano descrive il proprio mestiere. Un elenco completo lo mette a disposizione, ad esempio, SOA Semplice, società di consulenza che segue le imprese nella pratica per ottenere l’attestazione SOA, con le sigle OG e OS delle categorie SOA nel portale SoaSemplice.it affiancate dal nome di ciascuna categoria generale e specializzata.

Accanto alla categoria pesa l’importo del lavoro, che decide se l’attestazione serve oppure no. Per i lavori sotto i 150.000 euro la SOA non è richiesta, benché l’impresa debba comunque dimostrare requisiti più semplici, come lavori analoghi già eseguiti, il costo del personale e l’attrezzatura, mentre dai 150.000 euro in su l’impresa deve possederla nella categoria del lavoro e nella classifica adeguata, che è la fascia d’importo riconosciuta dall’attestazione. Nel bando Lavori le classificazioni SOA, con le loro fasce, fanno già parte delle dichiarazioni dell’impresa, e chi ottiene o amplia l’attestazione dopo essersi abilitato deve ricordarsi di aggiornare il proprio profilo.

Come arriva una richiesta d’offerta e come si risponde

Una volta abilitata, l’impresa riceve la maggior parte delle occasioni senza doverle cercare, perché di solito sono le amministrazioni a invitarla attraverso due strumenti. Con la richiesta di offerta, che sul portale si chiama RdO, l’ente scrive a più imprese abilitate nella stessa categoria e mette a confronto le loro proposte, mentre con la trattativa diretta discute con un solo operatore, come ha fatto il comune con l’impresa dei servizi igienici. Esistono anche RdO aperte, a cui può rispondere ogni impresa abilitata alla categoria, e conviene quindi controllare ogni tanto quelle pubblicate sul portale.

Lo strumento dipende in buona parte dal valore del lavoro. Il codice dei contratti pubblici, il decreto legislativo 36 del 2023, consente l’affidamento diretto per i lavori sotto i 150.000 euro, ed è per questo che la trattativa diretta si presta bene ai piccoli interventi. Quando l’importo sale fra 150.000 euro e un milione, l’ente deve consultare almeno cinque imprese, dove esistono, con una procedura negoziata.

Durante una richiesta di offerta le imprese invitate possono inviare domande di chiarimento attraverso il portale, entro il termine indicato dall’ente, e le risposte arrivano a tutti i partecipanti, così che nessuno parta con informazioni diverse dagli altri. Per un lavoro di ristrutturazione il dubbio riguarda spesso un dettaglio del capitolato, per esempio i materiali da usare o gli orari in cui il cantiere può restare aperto in una scuola.

Rispondere è un lavoro che si fa tutto davanti al computer. L’impresa trova la richiesta nell’area comunicazioni del portale, scarica i documenti, prepara l’offerta economica e la carica firmata digitalmente entro il termine fissato dall’ente, sapendo che dopo l’orario di scadenza il sistema non accetta più nulla. Se l’offerta viene accettata, anche il contratto si chiude sulla piattaforma con la firma digitale, e il titolare dell’impresa può aprire il cantiere nella scuola senza essere mai passato dall’ufficio protocollo del comune.

Domande Frequenti (FAQ)

Quanto costa a un’impresa edile iscriversi al MePA?

La registrazione al portale acquistinretepa.it e l’abilitazione al bando Lavori non hanno costi. Le spese riguardano gli strumenti che la procedura richiede, cioè la firma digitale del legale rappresentante e la casella di posta elettronica certificata, che le imprese sono comunque tenute ad avere e a comunicare al registro delle imprese.

Che differenza c’è fra una richiesta d’offerta sul MePA e una gara d’appalto tradizionale?

In una gara tradizionale l’ente pubblica un bando a cui può rispondere ogni impresa in possesso dei requisiti, mentre sul MePA di solito invita le imprese già abilitate alla categoria del lavoro, scelte fra quelle iscritte, salvo le RdO aperte a tutti gli abilitati. Il mercato elettronico si usa soprattutto per gli importi più bassi, dove il codice dei contratti ammette l’affidamento diretto o la procedura negoziata, e le imprese invitate hanno già dichiarato i requisiti generali al momento dell’abilitazione.

Serve l’attestazione SOA per lavorare sul MePA?

Un’impresa può abilitarsi al bando Lavori del MePA anche senza attestazione SOA e ricevere inviti per lavori sotto i 150.000 euro. Per i lavori di importo pari o superiore a quella soglia l’attestazione serve invece di regola, sul mercato elettronico come in qualunque altra procedura, e deve coprire la categoria e la classifica del lavoro richiesto, salvo i casi in cui l’impresa si presenta in raggruppamento o ricorre all’avvalimento.

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